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Siringa alla gola, rapina una donna: preso

di Ambra Prati
Siringa alla gola, rapina una donna: preso

L’aggressione mercoledì in una palazzina di via Paradisi. Il giorno dopo la vittima ha rivisto il bandito, ora in cella

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REGGIO EMILIA. È stata seguita dalla strada fin dentro la palazzina, dove uno sconosciuto le ha puntato una siringa sporca di sangue alla gola. Sono stati attimi di paura per una donna cinese di 55 anni, in regola con il permesso di soggiorno, vittima di una rapina violenta. Una vicenda che si è conclusa positivamente, perché il giorno dopo, incrociando l’uomo nella stessa via e riconoscendolo, la donna ha consentito a carabinieri e polizia di arrestare Wahid Jendoubi, 37 anni, volto noto alle forze dell’ordine locali come rapinatore seriale di farmacie.

I fatti risalgono al tardo pomeriggio di mercoledì. Erano le 19 e la donna, entrata nel portone del condominio per far rientro nella sua abitazione in via Paradisi, zona stazione, è stata seguita da un uomo. Quando la residente ha aperto la porta dell’appartamento, all’improvviso l’uomo l’ha spintonata e, impugnando una siringa sporca di sangue e puntandogliela al collo, le ha intimato di consegnare tutti i soldi che aveva. Spaventata, la donna gli ha dato 85 euro in contanti e il malvivente è subito scappato di corsa. È stata la stessa vittima a telefonare al 113, raccontando ai poliziotti l’accaduto, descrivendo l’abbigliamento del bandito e riferendo di conoscere di vista quell’uomo: aveva già visto aggirarsi nel quartiere quel magrebino che parlava perfettamente l’italiano. Ipotizzando che si trattasse di un soggetto già identificato in precedenza, gli investigatori hanno mostrato alla vittima delle foto segnaletiche e lei ha riconosciuto il bandito. Quest’ultimo, però, nonostante la nota di ricerca diramata, si è reso irreperibile.

Tuttavia la sparizione del responsabile è durata poco. Il giorno seguente infatti, giovedì pomeriggio, la 55enne, sempre vicino alla sua abitazione, si è imbattuta di nuovo nell’aggressore – che a questo punto conosceva già per nome e cognome – e ha subito avvisato il 112.

Un equipaggio del Nucleo Radiomobile dei carabinieri è sopraggiunto sul posto e in pochi minuti ha bloccato il magrebino in una via adiacente.

Il 37enne aveva ancora addosso gli stessi vestiti descritti dalla vittima 24 ore prima: una maglia nera e i jeans. Gli approfondimenti successivi, condotti in sinergia da polizia e carabinieri, hanno permesso di accertare che lo straniero fino a qualche giorno fa aveva un appoggio proprio in via Paradisi, ospitato da un italiano che lo aveva mandato via: da allora passava la notte ogni volta in un posto diverso, essendo senza tetto e senza alcun documento. Era uscito dal carcere in agosto, per quella serie di rapine alle farmacie compiute insieme ad un complice, tra il 2015 e il 2016, che lo avevano reso noto alle cronache locali. Eppure era tornato in libertà e, nonostante i precedenti penali e la posizione di clandestinità, il sedicente tunisino continuava a bazzicare indisturbato nella zona stazione.

Wahid Jendoubi è stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto per il reato di rapina aggravata (l’aggravante consiste nell’utilizzo di un’arma e nell’aver agito in una abitazione privata).

Ieri mattina nell’istituto penitenziario della Pulce si è svolto l’interrogatorio di garanzia: Jendoubi ha risposto alle domande, assistito dall’avvocato difensore Alessandro Cristo del Foro di Bologna.

Il pm Giulia Stignani ha chiesto la custodia cautelare in carcere. Il giudice Angela Baraldi si è riservata di decidere, sia sulla convalida sia sull’adozione della misura. La riserva sarà sciolta con tutta probabilità domani.

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