Accoltellato dopo la lite il bomber dell’Arcetana
Operato d’urgenza Aldi Shpijati, 22 anni, ferito alle 4.30 vicino alla stazione Rintracciati e denunciati per tentato omicidio due uomini residenti a Viano
SCANDIANO . Ha passato la serata tra amici, ballando e tirando fino a tarda notte, facendo un’ultima scappata al bar, probabilmente per fare colazione prima di andare a letto, in vista della partita di calcio che doveva giocare da lì a poche ore con i compagni dell’Arcetana. Una serata che stava per tramutarsi però in tragedia per il 22enne Aldi Shpijati, colpito da alcune coltellate all’addome alle 4.30 di ieri mattina. Una violenta aggressione avvenuta quando ancora faceva notte, al termine di una lite con altri avventori giunti non lontano dalla stazione ferroviaria, in via Statale, terminata con il ricovero d’urgenza del giovane di origine albanese, centravanti dell’Arcetana calcio, portato al Santa Maria Nuova di Reggio in condizioni molto gravi, operato due volte ieri mattina. Solo dopo i delicati interventi il 22enne è stato giudicato finalmente fuori pericolo. Ma la paura è stata molta e per i medici la prognosi resta riservata, con il ferito che è stato ricoverato in Rianimazione.
Mentre Shpijati veniva operato all’addome e al torace, i carabinieri di Scandiano – dove abita il ferito, nella casa dei genitori – i carabinieri intervenuti sul posto hanno subito dato il via alle indagini, chiudendo il cerchio prima di mezzogiorno.
Il 22enne, pizzaiolo alla pizzeria Gulliver di Scandiano, era fermo tra i parcheggi di via Statale quando è scattata la violenta lite con due uomini, uno di 30 e uno di 36 anni, residenti a Viano.
Dalle parole presto i contendenti sono passati ai fatti. Secondo quanto ricostruito nelle ore successive dai carabinieri, Shpijati avrebbe preso le difese di alcuni amici presi a male parole dai due uomini di Viano. Da lì è spuntato un coltello, con il quale il pizzaiolo è stato colpito più volte, forse in due momenti diversi ma in tempi assai ravvicinati. Da lì la chiamata ai soccorsi, l’arrivo dell’ambulanza e dell’automedica, con le condizioni del ferito apparse subito gravissime. È subito scattata la corsa contro il tempo per il trasporto in ospedale a Reggio, dove è stato poi sottoposto alle operazioni.
La stretta sui due autori dell’aggressione, fuggiti dopo le coltellate, è avvenuta in breve tempo. Troppi i testimoni presenti, oltre al racconto raccolto dalla vittima stessa. Fatti concordi, che hanno portato all’individuazione dei due uomini, uno dei quali si è presentato di sua spontanea volontà in caserma a Scandiano dopo aver saputo di essere ricercato dagli uomini dell’Arma. Ha ammesso la lite con il calciatore negando però che siano stati loro gli accoltellatori. L’arma da taglio per ora non è stata trovata. Per i carabinieri ci sono pochi dubbi e tramite le indagini avrebbero acquisito elementi a carico dei due uomini i quali verranno denunciati – essendo trascorsa la flagranza di reato – per concorso in tentato omicidio. Il 22enne ferito, soccorso dai sanitari del 118 e trasferito all’ospedale Santa Maria Nuova, è tenuto ora sotto osservazione. Oltre ai rilievi della scientifica, i militari stanno cercando eventuali immagini dalle telecamere in zona.
Secondo le prime risultanze investigative, spiega una nota dell’Arma, alla base dell’accoltellamento vi sarebbero futili motivi ancora al vaglio dei militari. A dare l’allarme, la scorsa notte, sono stati alcuni amici della vittima che hanno subito allertato i soccorsi.
La notizia dell’aggressione ha subito fatto il giro di Scandiano, dove il calciatore è considerato il bomber dell’Arcetana, giunto due anni fa in prestito dalla Casalgrandese – che ne detiene ancora il cartellino – confermato dopo i 16 gol segnati la scorsa stagione. «Sono sconvolto, non ci sono altre parole» ci ha detto ieri mattina, a poche ore dall’accoltellamento, il presidente dell’Arcetana, Alex Spaggiari. «L’ho saputo da poco. Aldi è un ragazzo senza problemi, sempre regolarissimo e presente agli allenamenti, così come alle partite. Non so cosa possa essere successo o quali possano essere i motivi di tanta violenza, ma siamo preoccupati. Speriamo che prima di tutto si rimetta presto».
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