Macerata, l'appello della Gazzetta a Reggio Emilia: "Difendiamo il Tricolore dai razzisti"
La sparatoria che ha visto protagonista Luca Traini è di fatto la storia che temevamo. Ma al contrario. Il terrorista è un italiano contro gli stranieri
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.16438269:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadireggio/cronaca/sparatoria-macerata-l-arresto-di-un-uomo-con-indosso-la-bandiera-italiana/89862/90328]]
REGGIO EMILIA. Credo che la città del Tricolore qualcosa debba dire e fare nei confronti di Luca Traini, lo sparatore di Macerata. E contro tutti coloro che fanno un uso insensato, disgustoso, speculativo e tragico della bandiera e di ogni parola che ci riguarda insieme: Paese, Nazione, Popolo, Democrazia, Italia…
Come città che sventola il suo primato istitutivo dal 1797, la cui festa del 7 gennaio è diventata nazionale, che nella bandiera ha il suo timbro, Reggio Emilia dovrebbe essere l’apripista per mettere di traverso un “basta” a questa violenta ignoranza. Per prima.
Resto sul Tricolore, perché proviene da noi. Lo sparatore di Macerata sabato lo ha indossato come un mantello da supereroe, una tuta santificante.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.16438241:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.16438241:1649790687/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Traini indossava il Tricolore mentre esplodeva i colpi contro gli stranieri, quando sotto il monumento ai Caduti ha salutato romanamente, durante la cattura, infine prima di venire interrogato. Sempre.
CAPOVOLGIAMO?
Se si dovesse capovolgere questa storia essa sarebbe speculare e contraria a quella che temevamo, ci aspettavamo capitasse: un fanatico di qualche setta islamista con la sua bandiera nera in spalla che spara contro gli italiani a passeggio, prega e saluta il suo dio, in casa tiene testi e manuali del buon terrorista, prima della cattura si immola per il suo credo…
Ecco, l’italiano Traini non è arrivato fino in fondo perché già aveva vissuto il suo giorno da leoni. Soddisfatto. Così, da noi, il razzismo interno è arrivato prima del terrorismo esterno.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.16438274:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadireggio/cronaca/macerata-gli-spari-di-traini-ripresi-dalle-videocamere-di-sorveglianza/89907/90373]]
CAOS CULTURALE
Lascio ad altri le analisi psicosociali o la via liquidatoria dell’individualità della follia. Insisto su come e perché è stata utilizzata e ostentata la bandiera: il travestimento di un’azione che misura il caos culturale e storico italiano, una poltiglia, che riguarda Traini e permea – non a sua insaputa – chi politicamente lo assolve o aggiunge dei però o dei distinguo al suo gesto.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.16438275:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadireggio/cronaca/macerata-luca-traini-scortato-fuori-dalla-caserma-dei-carabinieri/89910/90376]]
VANNO PASTURANDOSI
Fascista, nazista, razzista, leghista. Traini è tutto questo, è il risultato della forza della tensione (e della debolezza) della non conoscenza. Un conglomerato.
E così probabilmente vanno pasturandosi chissà quanti “italiani” come lui, che approvano ciò che ha compiuto, lo incoraggiano, auspicano che ancora succeda. Che la mattina di Macerata si replichi.
Insomma, questo individuo ha i suoi supporter allo stato originario, i quali non utilizzano il politichese per dire che sì, condannano l’azione, ma indicano l’immigrazione come fonte del malessere. I supporter scrivono che ha fatto bene. E basta. A loro piacciono molto le maniere spicce. Quelle di una volta.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.16438268:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadireggio/cronaca/macerata-il-soccorso-a-una-delle-vittime-della-sparatoria/89856/90322]]
FEBBRE ALTISSIMA
Propongo una serie di commenti che sono stati postati sotto la cronaca maceratese lanciata sulla nostra pagina Facebook. È la misura di una febbre altissima.
In una condizione normale i paradossi permetterebbero immediatamente di collocare lo sparatore nella sua nicchia: nazifascista assassino mancato. Invece l’anormalità di questa stagione italiana non percepisce che un leghista che va in giro con il Tricolore sulle spalle non è un leghista, è un raccattato. Il leghista genuino parla di regioni, Po, città, ha un’antica orticaria per il bianco, rosso e verde. Roma ladrona, Nord lavoratore, Taci e paga, Nordnazione...
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.16438277:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadireggio/cronaca/spari-a-macerata-la-stretta-di-mano-tra-salvini-e-traini-nel-2015/89911/90377]]
MEIN KAMPF
Un italiano sta alla larga dalla lettura dell’hitleriano Mein Kampf e non può sventolare due bandiere, quella tricolore in groppa e quella con la svastica in casa, senza riflettere su cosa ci capitò fra il 1922 e il 1945. Un cittadino democratico non sparacchia per le vie della città, non fa il saluto fascista sotto il monumento ai Caduti. Il cittadino democratico deve sapere dei morti nella campagna di Russia, nell’occupazione d’Albania e in Grecia, in Africa, a Cefalonia, di tutte le guerre, le nostre e quelle degli altri. Un cittadino democratico sa che differenza corre tra uno “straniero che delinque” e “gli stranieri”, fra dissentire e sparare. E la politica, i partiti – infine – dovrebbero sapere chi analizzare e chi candidare.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.16438280:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadireggio/cronaca/raid-razzista-a-macerata-il-mein-kampf-e-la-bandiera-con-la-celtica-in-casa-di-traini/89912/90378]]
CIÒ CHE CI MANCA
Ecco, analizzare. È ciò che ci manca. Questa epoca è priva di ragione. Le vecchie masse, l’antico popolo e le antiquariali élite sono stati sostituiti dalle tensioni accelerate, potenziate e strumentalizzate sui social. Il “virtuale” ci travolge. E continuiamo a definirlo virtuale, quando invece il suo utilizzo è rozzo e bruto e – pochi se ne accorgono – asservito. Funzionale a disegni, a un crescendo di bassezze e rabbia. La prima fra tutte, la più antidemocratica: le opinioni sono tutte uguali.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.16438286:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadireggio/dossier/elezioni-2018/pd-al-circolo-noce-di-palermo-si-canta-bella-ciao-contro-i-vertici-del-partito/89937/90403]]
VIVA L’ITALIA!
Quel “Viva l’Italia!” pronunciato da Traini col braccio teso davanti al monumento ai Caduti, è una novità assoluta. Temibile. Ormai questo auspicio accompagnava il finale di certi comizi in piazza, le partite della Nazionale di calcio, ricordava una canzone-inno di Francesco De Gregori risalente al 1979 (Viva l’Italia. L’Italia liberata. L’Italia del valzer. L’Italia del caffè...”).
Dunque, la vicenda maceratese con i suoi sei feriti va accolta come una svolta. O meglio, come l’esito di un martellamento degli slogan. Come il risultato di una campagna ipertensiva contro gli stranieri e non come un automatismo mirato a chi è stato il responsabile dell’orribile morte di Pamela. Questa stagione produce i vendicator, che sono i più fragili e deboli della filiera.
BREVETTO
Qui proponiamo alcuni post del dibattito. Essi hanno intonazioni e temperature diverse. Riporto qui, di seguito, quello di Luca Calzolari che finemente ironizza sulle lacune e i limiti dei cosiddetti italianissimi: “Ma in effetti questi italiani che non sanno neanche parlare italiano fanno bene ad insultare gli stranieri...”. Appunto perché Reggio è italianissima per il Tricolore, credo che qualcosa debba dire e fare. Nel suo caso la civiltà e la tolleranza sono un brevetto.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
