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A Reggio 21 corsi di studio, 60 a Modena

A Reggio 21 corsi di studio, 60 a Modena

I dati enumerati dal prorettore Ferretti. «Per continuare a crescere ci vorrà la collaborazione di tutti»

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REGGIO EMILIA. Dopo un saluto ai convenuti, ieri mattina a Palazzo Dossetti, il prorettore Riccardo Ferretti ha esordito enumerando i dati salienti senza nascondere criticità che sono sotto gli occhi di tutti. A Reggio Emilia operano tre dei complessivi 14 dipartimenti con 21 corsi di studio (60 a Modena). Sono 65 le unità tecniche (solo il 10% del totale) e 145 i docenti (solo il 19% del numero complessivo) mentre si contano 8.597 studenti pari ad oltre un terzo (36%) di Unimore. Evidenti alcuni squilibri che il prorettore non ha negato.

Una nota infine sulle origini degli studenti: il 34% è reggiano, il 24% modenese e altrettanti provengono dal resto dell’Emilia Romagna; il 20% arriva infine da fuori regione, specie dalla Lombardia.

«Si intuisce – ha annotato Ferretti – che essendo cresciuti tanto in così poco tempo siamo al limite della capacità operativa. Ma non manca la voglia di continuare a crescere e consolidare i traguardi raggiunti con nuove traiettorie formative. Per fare questo servirà la collaborazione di tutti».

È partito dall’importanza dello sviluppo della conoscenza e del sapere l’intervento del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, l’ex sindaco di Reggio Graziano Delrio, che dopo aver ricordato alcune esperienze giovanili personali ha lamentato l’ancora limitato numero di laureati italiani. «Studiare più che cercare soldi, il motto citato – ha detto Delrio – è una scelta lungimirante. Troppi invece i giovani che abbandonano gli studi».

Non ha dimenticato Delrio la riconoscenza verso chi nel tempo (Spaggiari, Ruini, il presidente di Unindustria, Baldi, Grasselli) con visione lungimirante scelsero di dar vita e far crescere un ateneo che ha partecipato allo sviluppo della nostra comunità ed ha utilizzato l’etimologia del termine Università per sottolineare l’importanza della “unità” collettiva per lanciare lo sviluppo nel divenire.

Il direttore del Dipartimento Eugenio Dragoni ha quindi articolato in cinque note le caratteristiche del Dipartimento: il personale (46 professori e ricercatori, 80 dottorandi, 14 amministrativi), la suddivisione della didattica (ingegneria gestionale e meccatronica, magistrali e dottorati) che ha portato anche a un collegamento con Ferrara. Ecco poi le strutture in dotazione: padiglione Buccola per le aule, Tamburini per i laboratori e Morselli per gli uffici, oltre gli spazi al Tecnopolo. Completando con l’elencazione dei laboratori e soffermandosi sui limitati finanziamenti disponibili.

Piena apertura a programmare insieme il futuro è arrivata dal sindaco di Reggio Luca Vecchi, dalla vice presidente della Provincia Ilenia Malavasi e dal presidente provinciale di Unindustria Mauro Severi.

Stessa musica dal presidente della Camera di commercio Stefano Landi, che ha ricordato il recente stanziamento di un milione e mezzo di euro per sostenere lo sviluppo economico reggiano.

Offerte prontamente accolte dal magnifico rettore Angelo Oreste Andrisano, che ha annunciato alcune importanti novità. (l.v.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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