All’Arci spariscono i soldi in cassa
Dopo la parrocchia, la banda si è spostata in via Del Bosco a caccia di denaro
CASALGRANDE. Un’azione programmata, con tanti bersagli uno dopo l’altro da raggiungere senza problemi in pochi minuti. Hanno scelto tanti luoghi da “visitare”, i ladri che hanno agito nella notte fra domenica e ieri a Sant’Antonino. Dopo la Caritas, dove non vi è sistema di sicurezza, gli autori dei colpi si sono diretti alla “baita”, il circolo parrocchiale del paese vicino all’oratorio lungo via Statale, dove hanno forzato la porta d’ingresso sul retro e sono entrati alla ricerca di bottino facile da smerciare.
«Qui i danni sono stati limitati – dice il volontario Giorgio Marazzi –. Hanno preso cioccolato, un pandoro e alcune bottiglie di alcolici». Da lì, hanno raggiunto a piedi anche il bar del circolo Anspi Abbé Pierre, a poca distanza. Per i parrocchiani e residenti si tratta di un unico complesso di aggregazione e di fede, diviso però in due sedi fisiche separate da un centinaio di metri. In questo caso il tentativo di effrazione è andato male: nonostante gli sforzi con piedi di porco e altri attrezzi, i ladri non sono riusciti a rompere le protezioni delle porte d’ingresso e quindi hanno dovuto rinunciare prima di farsi notare. Non hanno percorso molta strada, però. Da Sant’Antonino sono risaliti versi i colli, verso il circolo Arci di via Del Bosco, praticamente al confine con Cadiroggio di Castellarano. Un altro storico locale, molto frequentato dagli abitanti della zona collinare. Qui hanno spaccato due finestre e, una volta dentro, si sono diretti alla cassa, dove hanno trovato circa 200 euro di monete di vario taglio, lasciate lì come fondo. Una volta portato via anche questo denaro, sono ridiscesi verso la strada principale e, a quel punto, non è stato difficile far perdere le proprie tracce nelle tante vie che attraversano la zona ceramiche. I carabinieri casalgrandesi sono intervenuti subito durante la notte, perché sia al circolo parrocchiale che a quello Arci sono installati dei sistemi di sicurezza attivati dall’effrazione. I ladri avevano però pianificato le distanze e i movimenti, segnale di un colpo preparato con cura studiando obiettivi e viabilità. (adr.ar.)
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