«I nostri nemici non sono i migranti»
«Come temevo, il dibattito sui fatti di questi giorni sta assumendo toni sempre più aspri e preoccupanti, tipici delle tifoserie, ed è precipitato in una già pessima campagna elettorale. Non posso...
«Come temevo, il dibattito sui fatti di questi giorni sta assumendo toni sempre più aspri e preoccupanti, tipici delle tifoserie, ed è precipitato in una già pessima campagna elettorale. Non posso allora che riaffermare, senza temere dissensi, che i migranti rappresentano un comodo alibi per le nostre coscienze e per la nostra società profondamente inquinata, in ogni senso». Lo scrive Francesco Fantuzzi di Reggio Città Aperta. «I migranti non sono i nostri carnefici, ma le prime vittime di chi affama anche noi occidentali: la grande finanza speculativa che ha prodotto derivati per 12 volte il Pil mondiale, le multinazionali che sfruttano il lavoro e calpestano i diritti, ma riconoscono buonuscite milionarie a manager spesso incapaci, una politica serva di questi poteri e non di rado complice. Questi sono i nemici da combattere, non i nuovi cittadini».
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