Il bandito con siringa resta in cella
Wahid Jendoubi in via Paradisi ha seguito una donna dentro casa e l’ha rapinata
REGGIO EMILIA. Rimane ristretto nel carcere della Pulce Wahid Jendoubi, il sedicente tunisino 37enne che mercoledì scorso ha seguito fin dentro il condominio, spinto dentro casa e rapinato, con una siringa insanguinata puntata alla gola, una donna, fuggendo con un bottino di 85 euro.
L’episodio era avvenuto in via Paradisi, dove la cinese 55enne risiede e dove per qualche tempo era stato ospitato Jendoubi. La stessa vittima aveva incontrato di nuovo il bandito il giorno dopo sempre in via Paradisi, consentendo alle forze dell’ordine di bloccarlo. Jendoubi era stato arrestato per il reato di rapina aggravata; l’aggravante consiste nell’aver utilizzato un’arma impropria e nell’aver agito in un’abitazione privata.
Il giudice Angela Baraldi, che nell’interrogatorio di garanzia si era riservata di decidere, ha convalidato il fermo di indiziato di delitto eseguito in modo congiunto da polizia e carabinieri e ha applicato la custodia cautelare in carcere, non accogliendo le richieste dell’avvocato difensore Alessandro Cristofori del Foro di Bologna e sposando quelle del pm Giulia Stignani. Una scelta dettata con tutta probabilità dai precedenti specifici e dal pericolo di fuga, per l’indagato clandestino e senza fissa dimora. Jendoubi infatti è conosciuto come rapinatore seriale: era stato scarcerato nell’agosto scorso, dopo diversi mesi passati dietro le sbarre, poiché ritenuto responsabile insieme ad un complice delle cinque rapine ai danni di farmacie cittadine messe a segno tra ottobre 2015 e luglio 2016, a lui attribuite mentre si trovava dietro e sbarre per un’altra rapina.
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