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reo confesso in aula 

«L’ho fatto per racimolare i 20 euro che mi servivano»

«L’ho fatto per racimolare i 20 euro che mi servivano»

REGGIO EMILIA. «Confesso di essere entrato negli uffici dell’Inps per racimolare qualche monetina, cifre al massimo di 20-25 euro per volta. Mi servivano». È quanto ha dichiarato ieri in aula il...

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REGGIO EMILIA. «Confesso di essere entrato negli uffici dell’Inps per racimolare qualche monetina, cifre al massimo di 20-25 euro per volta. Mi servivano». È quanto ha dichiarato ieri in aula il 50enne Oreste Covili, conoscenza di lungo corso delle forze dell’ordine reggiane.

Una carriera iniziata negli anni ’80, proseguita negli anni ’90 quando le cronache si occuparono di lui come “il piromane di Gavassa” e che è proseguita con una lunga sfilza di reati. Per un anno è stato anche sorvegliato speciale.

Ascoltato in tribunale durante la convalida dell’arresto per furto aggravato nella sede dell’Inps – l’aggravante consiste nel fatto che era travisato, ha commesso violenza sulle cose forzando accessi e soprattutto in un ufficio pubblico –, Covili ha parlato di uno stato di bisogno e di difficoltà finanziarie al limite del caso sociale. «Non lavoro da parecchi anni e vivo con mia madre, che non cammina, e mio fratello gravemente malato», ha dichiarato.

L’unico reddito della famiglia è costituito dall’esigua pensione della madre, ha rincarato l’avvocato difensore Helmut Bartolini, che ha chiesto l’ammissione al gratuito patrocinio e ha delineato un caso sociale: «La presenza di Oreste è indispensabile per i familiari, perché è lui a sbrigare tutte le incombenze domestiche». Tra l’altro, ha proseguito il difensore, Covili ha appena terminato una pena sotto forma di messa in prova, dimostrando, a detta di polizia e servizi sociali, un comportamento corretto. Perciò, nonostante «i fatti siano di per sé gravi e indubitabili», l’avvocato ha chiesto che «il pericolo di reiterazione possa essere contenuto con i domiciliari».

Il giudice monocratico Luca Ramponi si è mostrato clemente – considerando la recidiva reiterata specifica e infraquinquennale – e ha concesso i domiciliari, rinviando la direttissima per termini a difesa al 26 febbraio prossimo. (am.p.)

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