Patteggia un anno il pusher della cantina
Novellara: si apre il carcere per Adil Chamam, arrestato dai carabinieri per un etto di eroina e hascisc
NOVELLARA. Ha patteggiato un anno – pena non sospesa, quindi per lui si apriranno le porte del carcere non appena il provvedimento diventerà definitivo – e tremila euro di multa per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, Adil Chamam, il marocchino 30enne che dormiva in cantina con la droga.
L’8 gennaio scorso, fermato dai carabinieri per un controllo in un posto di blocco stradale, Chamam era stato trovato in possesso di una ventina di grammi di hascisc, nascosti all’interno di un pacchetto di sigarette nella tasca della giacca. Da quel momento il 30enne era tenuto sotto osservazione dai carabinieri di Novellara, che sospettavano un’attività di spaccio.
Sospetti che si erano rivelati fondati il 23 gennaio scorso, quando, una volta accertato che Chamam era ospitato dalla fidanzata in una casa di via Penelli a Novellara, i carabinieri avevano fatto un sopralluogo nella palazzina, cogliendo l’uomo nel sonno all’interno di una cantina adibita non solo a dormitorio, ma anche a laboratorio dello spaccio. Durante la perquisizione, i militari avevano rinvenuto circa un etto tra eroina e hascisc (per l’esattezza, un panetto di hascisc del peso di 73.5 grammi netti, altri pezzi di hascisc del peso di circa 19 grammi, alcune dosi di eroina del peso di 2 grammi e uno spinello già confezionato), oltre al classico materiale per il confezionamento delle dosi, tra cui un bilancino di precisione. Lo stupefacente era stato posto sotto sequestro, assieme ad 80 euro in contanti ritenuti frutto dell’attività di spaccio e a più telefoni cellulari ritenuti gli strumenti usati per i contatti con i clienti. Chamam era risultato disoccupato, senza fissa dimora e allo stato dei fatti anche clandestino, in quanto gli era stata respinta la richiesta di asilo politico. Dopo l’arresto, l’imputato era comparso in tribunale il 24 gennaio scorso per l’udienza di convalida, durante la quale si era avvalso della facoltà di non rispondere; da allora è tenuto all’obbligo di firma tre volte al giorno.
Ieri in tribunale Chamam, difeso dall’avvocato Vera Sala, sostituita per l’occasione dalla collega di studio Monica D’Alessio, davanti al giudice monocratico Luca Ramponi ha patteggiato un anno di reclusione. (am.p.)
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