Picchiò passante con cartello stradale: patteggia 10 mesi
NOVELLARA. Ha patteggiato 10 mesi (pena non sospesa) Hatim Mujab, il 28enne marocchino residente in paese che il 22 gennaio scorso ha dato in escandescenze a Novellara prendendosela con arredi...
NOVELLARA. Ha patteggiato 10 mesi (pena non sospesa) Hatim Mujab, il 28enne marocchino residente in paese che il 22 gennaio scorso ha dato in escandescenze a Novellara prendendosela con arredi stradali, cittadini e anche con i carabinieri.
Per quella serie di violenza il disoccupato, una volta catturato, è stato arrestato con le accuse di lesioni aggravate, resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento aggravato.
Finito agli arresti domiciliari, ieri è stato protagonista del processo con rito per direttissima. Il giudice monocratico Luca Ramponi ha ratificato il patteggiamento, ma si è riservato di decidere sulla richiesta di attenuazione della misura cautelare (dai domiciliari all’obbigo di firma) avanzata dall’avvocato difensore Alessandro Conti, richiesta alla quale si è opposta il pm Valentina Salvi.
Quel sabato mattina diversi cittadini avevano assistito spaventati alla furia del 28enne, che in via Orsi aveva creato disturbo in un bar, tanto da indurre il barista ad allertare il 112. Arrivati sul posto, i militari si erano trovati davanti il giovane, che imbracciava un pesante cartello stradale di divieto di sosta (sostenuto da un palo di ferro lungo 80 centimetri) usandolo per colpire alla testa un indiano che fuggiva terrorizzato in direzione della caserma. Durante l’inseguimento, il marocchino aveva anche danneggiato un’auto in sosta, strappando i tergicristalli.
Alla vista dei carabinieri, il giovane aveva aggredito anche loro, che riuscivano a fatica a bloccarlo ed arrestarlo. Il bilancio era stato di due persone finite in ospedale: l’indiano aveva riportato 7 giorni di prognosi per ferite alla gamba e alla spalla; 5 giorni di prognosi invece per un carabiniere. Il giorno dopo, in sede di convalida, Mujab si era scusato e aveva ammesso di avere un problema di dipendenza dall’alcol, spiegando di essersi infuriato per essere stato allontanarto dal bar. (am.p.)
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