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Prodotti doc, servono più consorzi di tutela

Prodotti doc, servono più consorzi di tutela

È emerso dall’incontro organizzato dalla Società Agraria Reggiana con esperti del settore

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REGGIO EMILIA. I prodotti alimentari tipici non proteggono a sufficienza chi li produce e spesso assicurano benefici soltanto ad alcuni operatori della catena (ad esempio chi li commercializza). È dunque arrivato il tempo di rivedere le vecchie normative perché i regolamenti e gli accordi, a livello nazionale e internazionale, sono ormai in vigore da decenni e vengono spesso facilmente aggirati. Per evitare le contraffazioni, le alterazioni, le imitazioni, per ogni prodotto Dop e Igp servirebbero probabilmente altrettanti Consorzi di tutela. Con il Parmigiano Reggiano questo sistema ha funzionato: basti ricordare le battaglie legali vinte contro il “Regianito” in Sud America e il “Parmesan” un po’ dappertutto. Sono alcune delle conclusioni che si possono trarre dalla interessante riflessione svolta sabato nell’aula magna dell’ateneo di viale Allegri in un incontro che, per iniziativa della Società Agraria reggiana, ha accomunato studiosi di Unimore e dell’Università di Bologna con la collaborazione della Confraternita dell’Aceto balsamico tradizionale che ha sede a Scandiano. Titolo del convegno: “I prodotti tipici tra concreta opportunità e rassicurante illusione”.

L’inizio della regolamentazione risale alla Convenzione di Stresa del 1951 e solo dal 1992 esistono norme comunitarie che però non sono rispettate in tutto il mondo. Spesso il consumatore le ignora e si accontenta semplicemente di seguire la preparazione dei cibi attraverso le trasmissioni della tv senza sapere ciò che si muove alle spalle. Basti pensare che in Italia esistono 295 fra Dop e Igp capaci di creare un valore complessivo di circa 7 miliardi di euro; il 90% deriva però solo da una decina di prodotti. Come tutelare chi li produce?

Al podio si sono alternati Anselmo Montermini, che presiede la Società Agraria, Daniela Quaglino, che dirige il Dipartimento di Scienze della vita, Leo Bertozzi, segretario nazionale Aicig, Paolo Giudici, Francesco Diamanti e Luigi Foffani di Unimore, Elisabetta Guerzoni e Piero Nasuelli della Università di Bologna. Ha coordinato l’incontro il giornalista Gianni Montanari. (l.v.)



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