A due mesi dalla piena dell’Enza l’Aipo risponde ma solo a metà
BRESCELLO . Aveva inviato una Pec a diversi enti, tra cui la Provincia, il Comune di Brescello, ma anche alla prefettura, al presidente regionale Bonaccini e al ministro Delrio per fare presente la...
BRESCELLO . Aveva inviato una Pec a diversi enti, tra cui la Provincia, il Comune di Brescello, ma anche alla prefettura, al presidente regionale Bonaccini e al ministro Delrio per fare presente la situazione dell’alveo dell’Enza nel quale molti rami e altro materiale, in caso di una nuova piena, farebbero da ostacolo al deflusso dell’acqua. L’ex consigliere comunale Luciano Conforti, fondatore del movimento Onestà Civile, voleva delle risposte a seguito della piena che ha invaso Lentigione lo scorso 12 dicembre, e sulla presenza di legname accumulato intorno ad alcuni piloni del ponte di Viadana.
La risposta, arrivata da Aipo, è stata però parziale, in quanto ha soddisfatto soltanto uno dei due quesiti posti. Allegando la copia di un documento datato 2008 a firma del direttore Luigi Fortunato, Aipo spiega – di fatto – che la rimozione del legname che si è accatastato intorno ad alcune pile del ponte che collega Boretto a Viadana spetta alle amministrazioni proprietarie del ponte, ossia le Province di Reggio Emilia e Mantova. Che, tra l’altro, hanno provveduto alla rimozione in diverse fasi.
«L’articolo 12 del Testo unico sulle opere idrauliche numero 523/1904 – si legge nel documento – sancisce che i lavori nei fiumi e nei torrenti che hanno come unico oggetto la conservazione di una struttura pubblica si eseguano e mantengano a cura delle amministrazioni proprietarie. La sezione d’alveo intercetta da una qualunque opera di attraversamento, ai fini della sicurezza della stessa struttura nonché del territorio circostante, deve conservare nel tempo le caratteristiche fissate al momento della progettazione, in particolare deve mantenere costante le dimensioni progettuali necessarie a far defluire le piene». Senza risposte, invece, la prima parte della lettera di Conforti, che chiedeva lumi sulla manutenzione dell’alveo dell’Enza.
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