Da settant’anni e 4 generazioni frutta e verdura le vende Baièt
VEZZANO. Quando si dice: «Vag dal Baièt» vuol dire andare a fare spesa di frutta e verdura dagli Spaggiari. Cominciarono nel 1947 con una piccola bottega che dava sulla piazza e sulla statale 63. La...
VEZZANO. Quando si dice: «Vag dal Baièt» vuol dire andare a fare spesa di frutta e verdura dagli Spaggiari. Cominciarono nel 1947 con una piccola bottega che dava sulla piazza e sulla statale 63. La Dina moglie di Stanislao(Baièt) Spaggiari stava in bottega mentre il marito girava il paese e non solo con un carretto carico di frutta e verdura, trainato da “Mascherino” un cavallino di provenienza circense. Non si vendeva tanto in quel periodo, la società era quasi tutta contadina, i soldi erano pochi e spesso pagavano con il baratto: in prevalenza erano le uova la moneta di scambio.
Ed ecco perché Baièt: Stanislao Spaggiari prima di cominciare l’avventura ortolana faceva il barbiere due-tre giorni la settimana, e anche il birocciaio: trasportava con il suo cavallo baio(da qui il soprannome) mattoni e altro per conto della locale ceramica. In bottega lavoravano anche le figlie Marina, Yvonne e Nilde, “Baietèini” anche loro. Nel 1948 Ernesto (Baièt pure lui) prese il posto del padre. In seguito le sorelle smisero e nel 1960 subentrò la moglie di Ernesto, la Gioconda. Nel 1967 un bel salto di qualità: si trasferiscono nel nuovo e grande negozio di piazza della Libertà, dove la vendita viene ampliata ad articoli vari e da regalo (per i regali ai matrimoni tutti andavano dalla Gioconda) e dietro al bancone c’è lei, perché Ernesto continua con il camioncino il suo girovagare per il Comune.
In questo negozio comincia la sua avventura commerciale Carla, che la madre porta con sé in negozio già a 5 anni. Passano gli anni, Carla diventa grandicella, acquisisce le nozioni e diventa una brava ortolana pure lei. Sono gli anni intorno alla fine degli anni ’70. L’attività va avanti, poi la società cambia; cambiano anche le regole del commercio, nascono i supermercati, il lavoro comincia a calare. Nel 2006, dopo 60 anni, Ernesto smette di vendere a domicilio, ma una mano la dà ancora. Purtroppo nel 2013 muore Gioconda ed entra in negozio Mirco, il figlio di Carla, e così sono quattro le generazioni di ortolani. Nel 2012 Fabrizio, il fratello di Carla, si ammala gravemente; lo salvano, ma ha bisogno di cure continue e i famigliari, assieme agli operatori della struttura dove è ricoverato, lo assistono assiduamente e anche tanti amici spesso lo vanno a trovare. E arriviamo ai nostri giorni. Carla è indecisa se cedere l’attività o continuare. «Vedrò», dice. «Certo, chiudere dispiace; è la mia vita, e poi ci sono tante persone che non sanno come fare ad acquistare frutta e verdura e altro. Vengono da me e ad altre portiamo noi la merce. Sembrerò patetica, ma è così. Ringrazio tutti i clienti che in tutti questi 70 anni hanno creduto in noi. Il mio grazie è tutto per loro». Un negozio, quello di Baièt, dove quattro generazioni di Spaggiari per 70 anni hanno venduto, ascoltato storie, confidenze (e anche spettegolato, ma questo fa parte del mestiere). Tutte cose che la società “moderna” non conosce.
Domenico Amidati
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