Morto a 28 anni, il suo calvario toccò Reggio
Il militare fu ricoverato al Santa Maria, centro di riferimento nazionale per le malattie autoimmuni
REGGIO EMILIA. Un calvario lungo sette anni. Fatto di visite, esami, ricoveri in giro per l’Italia. E tutto allo scopo di cercare di scoprire la causa della sua malattia che nei giorni scorsi, a soli 28 anni, lo ha portato alla morte.
Nella sua via crucis un militare di Gela ha toccato anche Reggio Emilia, una delle “stazioni” è stato il Santa Maria Nuova di Reggio.
E questo perché all’Irccs Santa Maria Nuova di Reggio lavora uno dei massimi esperti di malattie autoimmuni, ovvero di quelle patologie, vere e proprie alterazioni del sistema immunitario che anziché combattere infezioni e malattie si mette a “far la guerra” ai suoi stessi organi. Si tratta del professor Carlo Salvarani, docente di reumatologia alla facoltà di Medicina dell’Università di Modena e Reggio.
Il caso del caporale dell’esercito morto nei giorni scorsi è venuto alla luce perché la famiglia ha deciso di citare in giudizio l’Esercito italiano, sostenendo che il giovane sarebbe morto per cause di servizio.
Giovanni Cosca – questo il nome del militare deceduto – secondo i suoi genitori sarebbe morto per aver inalato una sostanza irritante che il soldato, arruolatosi nel 2010 segnalò di aver inalato nel 2011 a Firenze, durante i lavori di rimozione di materiali all’interno di una caserma. Il giovane accusò subito «reazioni cutanee e congiuntivite, dolenzìa muscolare diffusa e dispnea» e da quel momento non ebbe più pace. La prima fase acuta si manifestò dopo il suo trasferimento a Rimini.
Ma i medici non riuscirono a diagnosticare alcuna patologia. Fu l’istituto nazionale di ricerca neurologica “Mondino” di Pavia a formulare per primo una diagnosi: «Vasculite del sistema nervoso centrale», ovvero l’infiammazione dei vasi sanguigni, ma senza indicarne la causa. Per questo, nel novembre 2015, per una settimana, Giovanni Cosca fu ricoverato nel reparto diretto da Salvarani. La Reumatologia di Reggio Emilia è infatti centro di riferimento per le vasculiti e le miopatie infiammatorie ed è l’unico centro italiano per lo studio, la diagnosi e la cura di tali patologie. (m.s.)
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