Gazzetta di Reggio

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Sempre meno studenti dentro le scuole

di Nicole Nasi
Sempre meno studenti dentro le scuole

Gli alunni reggiani continuano a calare ormai da cinque anni. Ma fra chi studia diminuiscono i bocciati e crescono gli assunti

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REGGIO EMILIA. Da ormai 24 anni, con la conclusione delle iscrizioni alle scuole dell’infanzia e alle scuole di ogni ordine e grado, vengono tratte le somme relative all’anno scolastico in corso, per capire come migliorare il mondo della scuola reggiano, come supportare l’attività formativa di programmazione, permettendo così di sviluppare anche valutazioni, confronti e riflessioni.

L’Annuario scolastico 2017/2018, frutto della collaborazione tra la Provincia di Reggio Emilia e l’Ufficio scolastico regionale di Reggio Emilia, ha messo in evidenza dati significativi tracciando un profilo dettagliato della situazione. «Dal punto di vista quantitativo la popolazione scolastica reggiana è in diminuzione – spiega Giammaria Manghi, presidente della Provincia – questo è un dato che si presenta da cinque anni ed è dovuto al calo delle nascite e alla diversa mobilità data dallo spostamento degli stranieri presenti sul territorio».

Gli aspetti positivi però non mancano, come ribadisce Manghi: «Sono tanti i genitori che prediligono l’opzione del tempo pieno sia per un aspetto educativo che per un reale supporto sociale. Per quanto riguarda l’inclusività, la scuola reggiana ha fatto notevoli passi avanti accogliendo 86 bambini con disabilità in più rispetto all’anno precedente. È cresciuto dell’1% anche il successo scolastico e le iscrizioni all’università sono fatte in maniera più consapevole. I dati non sono risolutivi ma salienti e indicano come la scuola si stia muovendo in una società in evoluzione».

Ma interpretare in maniera approfondita questi risultati non è semplice, come detto da Ilenia Malavasi, vicepresidente della Provincia di Reggio con delega all’Istruzione: «Per quanto concerne le iscrizioni, il calo è significativo ma generalizzato. Sono 4.262 i bambini che frequentano il nido, in età compresa tra zero e tre anni, 76 in meno rispetto all’anno precedente. Questo però non ha inciso sull’obiettivo europeo relativo alla copertura e ha inoltre permesso un abbattimento consistente delle liste d’attesa».

L’agevolazione del diritto d’accesso ai nidi e alle scuole dell’infanzia, inoltre, «ha permesso un sistema integrato efficiente e percorsi più adeguati». Per quanto concerne gli istituti superiori, per la prima volta nell’ultimo decennio è diminuito il totale degli alunni frequentanti i corsi diurni (-418) così come quelli iscritti al primo anno (-221).

Aumentano invece le classi (+12), gli insegnanti, 97 di cui 73 di sostegno, e gli alunni iscritti ai corsi serali (+20) a cui vanno aggiunti gli allievi degli istituti non statali e di formazione professionale, pari all’1,6% del totale.

Positivo è invece il percorso di orientamento che ogni anno permette agli studenti di fare scelte mirate e consapevoli e che ha portato anche a una divisione equa a livello di sesso nei vari istituti e negli indirizzi universitari. Le aree di studi hanno dato risultati diversi rispetto allo scorso anno: calano gli iscritti ai professionali, stazionaria l’area tecnica e in aumento del 2,6% le iscrizioni ai licei.

Se gli alunni disabili aumentano, lo stesso non si può dire degli stranieri, che sempre più abbandonano la scuola man mano che crescono, nonostante si siano dimezzate le bocciature tra coloro che sono nati in Italia.

Si registra un calo dei respinti anche tra gli stessi studenti italiani. Positivi i dati relativi all’alternanza scuola-lavoro, che nel caso dell’Its ha registrato un aumento delle assunzioni, e di coloro che intraprendono il percorso universitario (+10%), scegliendo gli indirizzi di Unimore.

Le risorse non mancano, come detto da Luciano Rondanini, ispettore Miur: «Oltre 200 milioni arriveranno grazie alla legge 107, per permettere uno sviluppo maggiore della scuola reggiana e dare sempre più opportunità per il futuro dei giovani studenti».

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