Altri cinque centimetri di neve e in Appennino torna il blackout
Castelnovo Monti: martedì le frazioni di Costa de’ Grassi, Bondolo e Carnola sono rimaste senza luce Da “Big Snow” del 2015 la situazione si ripete. Il taglio della sede locale di Enel complica la situazione
CASTELNOVO MONTI. Sono bastati i cinque centimetri di neve, forse sette, caduti nella serata di martedì, e di nuovo si sono presentati problemi di blackout in alcune frazioni dell’Appennino reggiano. Se si pensa che, nella zona di Villaprara e Velucciana di Carpineti, il caso precedente era successo solo tre giorni prima, la situazione si sta dimostrando quantomeno preoccupante, se non imbarazzante per il gestore del servizio. Nella serata di martedì sono state colpite le frazioni di Costa de’ Grassi, Bondolo e Carnola, che tra l’altro, dalla grande nevicata del 2015, sono state colpite a ripetizione da questo tipo di problemi.
Martedì sera l’interruzione è durata un paio d’ore, quindi con disagi limitati, ma per molti residenti è stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. In primis, il vaso della... bile. Tantopiù che a metà novembre il blackout in queste località, a causa della neve, era durato oltre 24 ore: diverse famiglie avevano scelto di dotarsi di generatore a carburante per evitare il ripetersi di questi eventi.
Comprendere il quadro che ha portato a questa situazione in Appennino non è facile. Risalendo a quella precipitazione che nel 2015 fu ribattezzata “Big Snow”, venne evidenziato come molte piante vicine ai tralicci e alle linee elettriche furono spezzate dal peso della neve. E questo tipo di episodio sembra essere anche all’origine di altri blackout più recenti: tre anni fa Enel aveva annunciato un piano di manutenzioni e taglio di piante, così da aumentare lo spazio libero a lato delle linee stesse, che però è stato attuato tutt’al più solo parzialmente.
Probabilmente anche in questo aspetto ha dei riflessi la scelta aziendale, adottata a livello nazionale ormai diversi anni fa, di ridurre le funzioni delle sedi periferiche, ad esempio quella di Castelnovo Monti: fino a non molti anni fa la sede ospitava anche una squadra per le manutenzioni. In caso di malfunzionamenti e blackout, guardando dove si verificavano le interruzioni, gli addetti erano in grado di capire quasi subito dove potevano essere localizzati i guasti e intervenire con grande tempestività. Ora il più delle volte sono chiamate a intervenire squadre da fuori provincia, che spesso hanno bisogno di essere accompagnate sul territorio da qualcuno che lo conosca e possa indirizzarli.
Un’evoluzione che non sta portando buoni risultati, visto che ormai ad ogni nevicata vengono segnalate interruzioni. E se è vero che negli ultimi anni in diversi inverni di neve ne è arrivata poca, un inverno normale può significare, in prospettiva, molti disagi per i residenti della montagna.
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