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Dai traumi bancari alla necessità di tutelare i cittadini

di Luigi Vinceti

REGGIO EMILIA. Qual è il posto migliore per custodire i propri risparmi? Ovviamente non sotto il materasso, come facevano i bisnonni, «ma nemmeno in banca sono del tutto sicuri. Perché qualche...

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REGGIO EMILIA. Qual è il posto migliore per custodire i propri risparmi?

Ovviamente non sotto il materasso, come facevano i bisnonni, «ma nemmeno in banca sono del tutto sicuri. Perché qualche istituto di credito è guidato da incapaci e i controlli delle istituzioni non bastano».

Ne hanno parlato, nell’aula magna dell’università di Modena e Reggio, nella sede reggiana di viale Allegri, il giornalista del Sole 24 ore Nicola Borzi e il prorettore Riccardo Ferretti nell’ultimo appuntamento del ciclo di incontri promossi da fedeRisparmiatori con la collaborazione di Unimore, Provincia di Reggio Emilia e Fondazione Manodori.

La Costituzione, all’articolo 47, parla di risparmio, ma mancano le tutele contro i rischi di manager che operano senza trasparenza e nell’interesse di pochi. Chi governerà dopo le prossime elezioni dovrà legiferare in materia.

Borzi ha rammentato i recenti traumi bancari, dal Monte dei Paschi di Siena – il cui bilancio è stato ripianato dallo Stato – ad altri che non hanno goduto delle stesse coperture, come le banche delle Marche, la Popolare di Etruria Lazio, le Casse di risparmio di Ferrara e Chieti.

Menzionate pure le liquidazioni coatte delle Popolari di Vicenza e della Veneto Banca. Casi emblematici, originati spesso da sostegni non garantiti ad alcune imprese ( Parmalat, Cirio). «Perché – è stato detto nel corso dell’incontro – non dar vita ad una procura nazionale analoga a quella dell’Antimafia?».

Molti spunti di discussione sono derivati dal sofferto rapporto della Commissione bicamerale di indagine che ha appena concluso i lavori senza trovare un giudizio unanime, dando risposte diverse e puntando il dito accusatorio ora su Banca d’Italia ora sulla Consob, ora sui singoli amministratori.

E il povero cittadino risparmiatore?

Prima che esplodano altri casi converrà agire: certi segreti bancari sono un controsenso e anche le banche potrebbero iniziare a fatica a trovare nuovi investitori. Troppe le azioni e le obbligazioni (specie le derivate) che hanno procurato danni. «Sarà bene far qualcosa prima che avvengano altri crolli», la chiosa.

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