Gazzetta di Reggio

Reggio

Il nullatenente evade 33 milioni di euro

di Enrico Lorenzo Tidona
Il nullatenente evade 33 milioni di euro

Denunciato un imprenditore 68enne, da 10 anni evasore totale e considerato senzatetto con residenza in municipio

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REGGIO EMILIA. Per il fisco era un nullatenente, per la guardia di finanza un evasore in grado di celare ben 33 milioni di euro tra redditi e imposte. Tempo addietro, quando hanno cercato la sua residenza, si sono pure stupiti perché, pur dovendo trattarsi di un imprenditore con un certo successo, era domiciliato addirittura in piazza Prampolini, in municipio, perché considerato un senzatetto dall’amministrazione, visto il reddito zero. Un evasore totale, che aveva omesso di dichiarare la propria ricchezza, considerato un nullatenente e in quanto tale avente diritto alla residenza in Comune a Reggio. L’uomo, 68 anni originario delle Marche, aveva infatti costituito una società per il commercio all’ingrosso di saponi e detersivi, ma da dieci anni ometteva sistematicamente di dichiarare i propri redditi al fisco per una evasione complessiva di oltre 33 milioni di euro.

Con questa accusa la guardia di finanza di Reggio Emilia ha denunciato alla procura l’uomo, socio unico e legale rappresentante della società al centro delle indagini.

In particolare, secondo la ricostruzione dei finanzieri, l’imprenditore qualificato come un evasore totale, avrebbe nascosto al fisco ricavi per circa 27 milioni di euro e violazioni all’Iva per quasi 6 milioni di euro.

Le indagini delle Fiamme Gialle si sono sviluppate attraverso l’analisi delle banche dati in uso al corpo ed accertamenti presso fornitori e clienti della società.

Trattandosi di una società unipersonale, oltre alla segnalazione degli imponibili sottratti a tassazione, è stato proposto all’Agenzia delle Entrate di traslare sulla persona fisica dell’unico socio gli effetti fiscali dei recuperi a tassazione.

Visti i numeri, il caso sembra quindi eclatante e sarà cura della procura effettuare indagini ancora più approfondite per poter meglio inquadrare quella che sembra un’evasione record per Reggio Emilia. L’oggetto sociale, vale a dire la vendita di saponi e dei detersivi, sembra essere stata effettuata anche se non si sa se in tutto o se in parte a quanto poi rilevato nella movimentazione di denaro e relative fatture in capo all’azienda. Nella nostra provincia si stanno susseguendo una dopo l’altra le denunce da parte della guardia di finanza nei confronti dei grandi evasori. Solo due settimane fa è stato inquadrato un giro di fatture false, con mancata dichiarazione dei redditi da parte di altri evasori totali, che ha poi fatto sparire la documentazione amministrativa della società. Da lì la denuncia di tre amministratori – un calabrese di 32 anni, un modenese di 44 e un venezuelano di 65 anni, tutti residenti a Reggio – che avrebbero omesso la base imponibile per 5 milioni di euro, più un milione di euro di violazioni in materia di Iva.

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