Spaccio, 55enne scandianese ai domiciliari
Marco Baroni, socio di una nota trattoria in centro a Bologna, arrestato per compravendita di cocaina
SCANDIANO. C’è anche il 55enne scandianese Marco Baroni, stabilitosi da anni a Bologna e socio gestore di una nota trattoria in centro storico sempre nel capoluogo felsineo, tra i cinque arrestati dalla Squadra mobile di Bologna martedì per un giro di spaccio di cocaina nella cosiddetta “Bologna da bere”.
Per tutti e cinque il gip del Tribunale di Bologna, Francesca Zavaglia, su richiesta del sostituto procuratore Roberto Ceroni, ha disposto ieri gli arresti domiciliari.
L’operazione antidroga condotta dalla polizia di stato ha portato a smantellare un giro di spaccio di cocaina con una clientela fatta anche di imprenditori e liberi professionisti, tutti assidui frequentatori dei locali del centro di Bologna, e nasce da una costola dell’indagine che un anno fa, a gennaio 2017, portò a scoprire che il ristorante Sottosopra di via Garibaldi, di fronte alla Procura di Bologna, era diventato un ritrovo per la vendita e il consumo di cocaina.
Allora furono arrestate quattro persone, fra le quali i gestori del locale. In parallelo, gli investigatori hanno avviato un altro filone di indagine, per individuare coloro che rifornivano di droga il ristorante Sottosopra e che, in qualche modo, hanno anche tentato di proseguire l’attività di spaccio dopo la sua chiusura.
Il nuovo filone ha portato alla scoperta di uno scenario più articolato e “capillare di veicolazione dello stupefacente”. I destinatari dei nuovi provvedimenti sono Antonino Zungri, 32enne di Vibo Valentia, che secondo l’accusa avrebbe rifornito di droga il ristorante Sottosopra; Savino Biagio Gallucci, 39enne di Potenza, addetto alla ristorazione in un locale del Mercato delle erbe prima di essere licenziato; Marco Baroni, 55enne di Scandiano, socio nella gestione di una nota trattoria del centro di Bologna. Agli arresti domiciliari anche il 31enne bolognese Claudio Sandrolini e Costin Ionut Neacsu, rumeno di 39 anni.
In questo caso, a differenza di quanto accaduto nell’operazione antidroga al ristorante Sottosopra, i locali nei quali lavoravano gli indagati sono risultati estranei all'attività di spaccio: gli investigatori hanno infatti incentrato le loro attenzioni su Zungri – individuandolo come nuovo fornitore di droga ad alcuni clienti del Sottosopra dopo l’arresto del precedente fornitore – e sono riusciti a scoprire un nuovo giro di spaccio di cocaina. Zungri riforniva Gallucci, che a sua volta aveva lo scandianese Marco Baroni come principale acquirente. Baroni, secondo gli inquirenti, “per alimentare la sua catena di distribuzione si rivolgeva indifferentemente sia a lui che a Neacsu”.
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