Cannabis terapeutica, l’Emilia Romagna raddoppia le richieste
La Regione presenta un’istanza al ministero della Salute per avere 60 chilogrammi nel 2018 anziché i 37 previsti
REGGIO EMILIA. L’Emilia Romagna ha chiesto al ministero della Salute di raddoppiare la quantità di cannabis terapeutica a sua disposizione per il 2018, passando da 37 a 60 chilogrammi. L’istanza è motivata dalla crescente richiesta di pazienti che ne fanno uso su prescrizione medica. Inoltre, per evitare che si ripeta la carenza di cannabis terapeutica che si è verificata in questi ultimi mesi, la Regione ha anche deciso di acquistarne direttamente una quota attraverso le proprie farmacie ospedaliere, al fine di garantire una continuità terapeutica del trattamento. E sarà la prima regione italiana a farlo.
La richiesta di utilizzare cannabis negli ultimi anni è in costante aumento e, sulla base dei dati del Servizio assistenza territoriale regionale, le importazioni sono passate dai 6 chilogrammi del 2016 ai 32 del 2017 per arrivare ai 60 di quest’anno. Un altro elemento emerso dai dati regionali è che nel 2017 il 50% di chi ha acquistato cannabis a uso terapeutico proveniva da fuori regione, un dato che nel primo mese del 2018 è arrivato al 70%. Anche perché le regioni confinanti con la nostra dichiarano un fabbisogno di 2 chilogrammi di cannabis, determinando così una sorta di turismo sanitario. L’Emilia Romagna dal 2016 prevede l’esenzione totale per l’utilizzo della cannabis solo per due specifiche patologie: la sclerosi multipla e il dolore neuropatico resistente ai trattamenti convenzionali e, nel periodo compreso tra il settembre 2016 e il novembre 2017, i pazienti che hanno fatto uso di cannabis sono stati 814. Ma è prevedibile che il numero di coloro che possono utilizzare la cannabis a scopo terapeutico aumenti.
Un emendamento alla Legge di stabilità ha ampliato il numero di chi potrà farvi ricorso nell’ambito del servizio sanitario nazionale. In base alle nuove norme, la cannabis potrà essere utilizzata su prescrizione medica per curare i danni derivanti da chemioterapia, terapie Hiv, per stimolare l’appetito in pazienti affetti da Aids, anoressia nervosa e per ridurre i movimenti involontari del corpo e facciali nelle persone colpite dalla sindrome di Gilles de la Tourette. Nel corso dell’incontro di lunedì a Bologna, tra le associazioni dei malati e i tecnici della Regione, è stato anche deciso di istituire un tavolo tecnico di monitoraggio per poter valutare la necessità di chiedere un ulteriore aumento della dotazione.
L’importazione della cannabis a uso terapeutico fino allo scorso anno avveniva esclusivamente dall’Olanda sulla base di quote annuali definite e calcolate dal governo. Per il 2018 la quota nazionale è stata fissata in 500 chili, una quantità che potrebbe però non essere sufficiente. Come è avvenuto del resto nel 2017, quando furono richiesti all’Olanda solamente 200 chili di cannabis rispetto al massimale previsto di 250 chili. A novembre l’Italia chiese un’ulteriore quantità di prodotto, ma l’Olanda, avendo nel frattempo superato il massimale definito per ogni Paese europeo di 250 chilogrammi, non fu in grado di soddisfare l’ordine tardivo. Cercando di correre ai ripari, il ministero ha poi emesso un ulteriore bando in base al quale quest’anno 100 chili di prodotto saranno importati dal Canada. Nel frattempo però la cannabis a novembre e dicembre divenne introvabile nelle farmacie.
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