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L’addio al decano dei preti

L’addio al decano dei preti

Nella basilica di San Prospero celebrato il funerale di monsignor Giulio Righi

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REGGIO EMILIA. È stato celebrato ieri mattina, nella basilica di San Prospero in città, il funerale di monsignor Giulio Righi, decano dei sacerdoti reggiani con i suoi 73 anni di ministero, morto martedì a 97 anni. È stato monsignor Massimo Camisasca, vescovo della diocesi di Reggio e Guastalla, a celebrare la cerimonia funebre, alla quale ha preso parte buona parte del clero reggiano.

Don Giulio era conosciuto come uomo dalla sterminata cultura, studioso dai molteplici interessi, grande conoscitore di san Tommaso, carismatico docente di filosofia, pedagogia, arte, oltre che come sacerdote umile, attento alle povertà e disponibile alle necessità dei confratelli. Tutti motivi per cui, ieri mattina, tanti fedeli e suoi ex alunni hanno voluto essere presenti per dargli l’ultimo saluto.

Nato a Correggio il 23 giugno 1920, era stato consacrato sacerdote il 25 giugno 1944. Dopo la licenza in Teologia, gli fu chiesto di svolgere il servizio di prefetto e insegnante nel Seminario di Marola; qui ebbe tra i suoi allievi il beato Rolando Rivi. Dopo l’ordinazione sacerdotale, nel pieno della seconda guerra mondiale, nel 1944-45 fu vicario cooperatore a Casola di Canossa. Assai rilevante fu la sua carriera nell’insegnamento, che si protrasse per oltre mezzo secolo, tra incarichi e docenze in scuole medie e superiori statali, istituti parificati, università, spesso al di fuori dei confini diocesani.

Dal 1952 al 1956 don Righi fu cappellano alle Officine Reggiane, ove si fece promotore di iniziative in ambito sociale per tentare di alleviare la povertà di alcune famiglie o dei molti operai licenziati. In collaborazione con un gruppo della San Vincenzo aprì una mensa per i bisognosi.

Ha svolto l’incarico di aiuto festivo in alcune chiese della città, soprattutto in San Giorgio e poi in Ghiara, in Cattedrale e altre parrocchie. Era cappellano della delegazione reggiana dei Cavalieri del Sovrano Militare Ordine di Malta e canonico effettivo della Basilica di San Prospero, con decreto firmato da Giovanni XXIII.



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