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Borghi sull’Asp: «Gestione pubblica non sostenibile»

Borghi sull’Asp: «Gestione pubblica non sostenibile»

CARPINETI. «Asp Don Cavalletti: la gestione privata si autosostiene, quella pubblica tutti gli anni produce un disavanzo di circa 100 mila euro che devono essere ripianati dai comuni, con la maggior...

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CARPINETI. «Asp Don Cavalletti: la gestione privata si autosostiene, quella pubblica tutti gli anni produce un disavanzo di circa 100 mila euro che devono essere ripianati dai comuni, con la maggior parte a carico di Carpineti». Parla di numeri e bilanci il sindaco di Carpineti Tiziano Borghi, rispondendo alle critiche sul probabile cambio di assetto in programma all’Asp Don Cavalletti di Poiago di Carpineti, l’azienda di servizi alla persona che gestisce la casa protetta di Poiago con oltre 70 ospiti e servizi domiciliari in un’ampia fetta di Appennino. Una realtà da anni alle prese con problemi di bilancio e per arginare il buco i soci (i Comuni dell’Unione appenninica) hanno commissionato diversi prospetti di percorso aziendale. Il progetto che garantisce il risparmio maggiore prevede l’esternalizzazione completa dei servizi ad una cooperativa di settore; già oggi il centro diurno di Poiago è curato dalle operatrici di una cooperativa, mentre il ricovero vero e proprio e i servizi territoriali sono curati da funzionari pubblici dell’Asp.

La decisione ha generato opposizione dei dipendenti e dei sindacati, da un lato, e della minoranza carpinetana targata Pd. Sia i lavoratori dell’Asp che il segretario del Pd Dario Bottazzi hanno partecipato mercoledì sera alla riunione organizzata dal Comune a Valestra per parlare di diversi temi, fra cui il futuro dell’Asp. Non sono mancati i momenti di confronto, replicati giovedì dagli interventi della Cgil e di Bottazzi. Ora tocca all’amministrazione parlare: «I sindaci dell’Unione, fermo restando il mantenimento della società pubblica per garantire il diritto dei lavoratori che rimarranno sempre dipendenti della stessa, sono orientati per una gestione unica che non richieda risorse del bilancio corrente dei Comuni». (adr.ar.)

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