Guerra tra vicini, assolto
Canossa, il 31enne ha buttato le telecamere puntate su di lui
CANOSSA. Infastidito dalle telecamere puntate sul balcone di casa sua, non ha esitato a rimuoverle. È solo un episodio di una vera e propria guerra tra vicini – trascesa dai dispetti al furto alle mani (il processo principale per lesioni è in corso) – e si è concluso con un’assoluzione per un 31enne accusato di furto aggravato.
La vicenda specifica ha avuto per teatro Canossa e risale al maggio e giugno 2016, quando i seri problemi di convivenza tra un residente e un vicino di casa 31enne – che, a detta della persona offesa, era l’autore di rumori e fastidi vari – inducono il residente a installare delle telecamere nel giardino. Senonché, in due episodi, le telecamere – del costo di 400 euro l’una – vengono rubate: nella prima occasione l’occhio elettronico riprende il 31enne (ma l’immagine è sfocata) proprio negli istanti in cui il sistema di videosorveglianza cessava di effettuare le riprese; nella seconda occasione, per evitare di essere filmato, il 31enne ha staccato la corrente elettrica intervenendo sul contatore posto sulle scale condominiali. La controparte ha denunciato tutto ai carabinieri, che hanno effettuato una perquisizione personale, domiciliare e veicolare a carico del 31enne, non trovando nulla. Il bello è che il 31enne, in seguito interpellato dai militari, ha ammesso i fatti, dichiarando di aver “prelevato” le telecamere perché stanco di essere ripreso sul balcone di casa sua, dove aveva appeso anche il cartellone «Basta telecamere». E le aveva buttate nei cassonetti della spazzatura.
In aula però l’avvocato difensore Andrea Pellegrini ha sottolineato che quel documento non era utilizzabile e, nonostante la richiesta di condanna a 8 mesi del pm, viste le prove indiziarie il giudice monocratico Luca Ramponi ha assolto il 31enne per non aver commesso il fatto. (am.p.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google