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Non temiamo gli odiatori Combattiamo le derive

Non temiamo gli odiatori Combattiamo le derive

Difendere il Tricolore. Le lettere alla Gazzetta dopo l’attacco di Blocco Identitario

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Pubblichiamo alcune lettere che sono pervenute in redazione e al direttore a seguito del messaggio ricevuto dalla Gazzetta da Blocco Identitario (il testo è riportato a centro pagina). All’origine di tale commento il nostro appello per la difesa e la promozione del Tricolore, nato a Reggio Emilia, simbolo di Reggio Emilia.



IDENTITÀ E VILTÀ

Non può passare sotto silenzio la viltà di quanti, celandosi dietro identità fittizie, lanciano accuse infamanti e minacce contro chi ha doverosamente sottolineato quanto sia inaccettabile qualunque manifestazione razzista e fascista, che oltre tutto coinvolgono la bandiera italiana. L’Associazione Stampa dell’Emilia-Romagna e la Federazione Nazionale della Stampa Italiana sono al fianco del direttore Stefano Scansani e di tutti i colleghi della Gazzetta di Reggio Emilia che, negli ultimi giorni, sul sito del giornale e sui social sono stati fatti oggetto di frasi ingiuriose per aver stigmatizzato l’azione dell’autore del reato di strage ai danni di passanti di Macerata, presi di mira solo per il colore della loro pelle, e la strumentalizzazione razzista della bandiera italiana portata sulle spalle dallo stesso sparatore.

Non temiamo gli odiatori di professione, sempre più numerosi dietro l’apparente possibilità di anonimato del web, ma non possiamo tollerare attacchi pericolosi a chi quotidianamente si adopera per informare i propri lettori, in conformità alle regole della professione, in una città, tra l’altro, teatro da oltre un anno del primo maxi processo sulle infiltrazioni mafiose in Emilia-Romagna.

Non solo riteniamo legittimo quanto scritto dal direttore Scansani e dai colleghi reggiani, ma lo riteniamo doveroso in una città patria del Tricolore e Medaglia d’Oro della Resistenza, che non dimentica ciò che è accaduto meno di un secolo fa ed è consapevole di quanto possano essere pericolose certe derive populiste.

Nel ribadire i princìpi antifascisti sanciti dalla Costituzione, Aser e Fnsi sono al fianco del direttore e dell’intera redazione della Gazzetta di Reggio Emilia sottolineando che l’informazione non si lascerà intimidire da chi non ha nemmeno il coraggio di mettere il proprio nome in un commento sui social.

Fnsi e Associazione

Stampa Emilia-Romagna



CAMPAGNA DI ODIO

La Gazzetta di Reggio è fatta oggetto di una campagna di odio, violenta quanto irresponsabile e frutto di quella ignoranza dei fatti e della storia che, purtroppo, spesso si ripresenta e vomita nel web insulti tanto più pesanti quanto maggiore è l'impotenza di chi li utilizza. La difesa del buon nome del Tricolore, simbolo di Reggio e dell'Italia tutta, dalla strumentalizzazione volgare di neofascisti, neonazisti e “neononsisa checosa” sulla quale il vostro giornale si è impegnato è battaglia sacrosanta e di impegno civile. Quel simbolo, depurato dallo stemma sabaudo, è diventato sinonimo di libertà, tolleranza e civiltà democratica. Vederlo utilizzare da chi praticata metodi terroristici non può che suscitare una indignata reazione.

L’Ordine dei giornalisti è a fianco di quei colleghi che rifiutano e combattono la violenza verbale che genera quella fisica e respinge al mittente gli attacchi alla libertà dell'informazione ed alla dignità del lavoro giornalistico.

Credo sia bene che nessuno sottovalutati la gravità di quanto sta accadendo relegando determinati comportamenti al campo del folklore e della marginalità. Lo si è già fatto nel passato e le conseguenze sono state gravi per tutti. Occorre reagire, nessuno può sottrarsi a questo dovere.

Giovanni Rossi

presidente dell'Ordine

regionale dei giornalisti



BALORDI DI OGNI SORTA

L’Arci di Reggio esprime solidarietà alla redazione della Gazzetta di Reggio colpita da vigliacche e anonime minacce di stampo neofascista. In questi anni, e ancor più in questi mesi, balordi di ogni sorta sostenuti da una destra strumentale e senza scrupoli stanno pericolosamente mettendo sotto tiro le basi su cui si erge la democrazia. La libera informazione è tra queste. Per porre argine a questo incedere che giorno dopo giorno, in una spirale tragica e spregiudicata riporta alla luce lugubri fantasmi del passato, insieme ad Anpi e ad altre associazioni promuoviamo l’appello “Mai più fascismi” attraverso il quale chiediamo alle forze politiche, tra le altre cose, che le organizzazioni neofasciste e neonaziste siano sciolte per legge.

In questi momenti sappiamo bene quanto sia fondamentale mettere al centro il bene comune e la causa democratica. È importante parlare con una sola voce. E arginare i distinguo che portano isolamento e rinforzano l’indiscriminata azione di questi nuovi fascisti.

Arci Reggio Emilia



IL SOLCO DELLA COSTITUZIONE

Le manifesto la mia solidarietà per quelle inaccettabili frasi che le ha rivolto questo cosiddetto “blocco identitario”. Come forse saprà, in occasione della Giornata della Memoria in municipio abbiamo allestito una mostra con il materiale del nostro archivio, ancora visitabile, con la copia “originale” delle leggi razziali - di solito sono nell’archivio delle leggi d'Italia, conservato alle spalle della scrivania del sindaco - ed i certificati di nascita dell'epoca dove i neonati rubieresi venivano registrati all'anagrafe come “di razza ariana”. Da oggi, 10 febbraio, a questa si affiancherà una mostra fotografica dedicata alle Foibe ed all'Esodo. Tra le nostre pubblicazioni abbiamo rinvenuto ed esposto anche un libro che raccoglie un po' di manifesti del 1943-45. “Blocco identitario” deve essere rimasto fermo alle locandine d'epoca. Immagino, da ciò che le ha scritto, che “blocco identitario” abbia della libertà di stampa lo stesso rispetto di qualche vecchio riferimento politico: “La stampa più libera del mondo intero è la stampa italiana. Il giornalismo italiano è libero perché serve soltanto una causa e un regime; è libero perché, nell’ambito delle leggi del regime, può esercitare, e le esercita, funzioni di controllo, di critica, di propulsione”. Da lettore, la ringrazio di aver fatto una scelta di campo. Quello nel solco della nostra Costituzione.

Emanuele Cavallaro

sindaco di Rubiera



UN MOMENTO DELICATO

Come ha giustamente intuito la Gazzetta di Reggio lanciando nei giorni scorsi un appello per la custodia della bandiera e dei suoi valori, al Tricolore abbiamo affidato il compito di rappresentare l'Italia, l'insieme delle sue parti riunite. Il Tricolore va condiviso, va regalato, come faremo noi oggi scendendo in piazza a Reggio Emilia, la città in cui questa bandiera è nata.

È un momento delicato per il nostro Paese, ecco perché anche il più semplice dei gesti può essere utile a ricordarci la più potente idea di Paese che dovremmo avere tutti. Ho sentito dei “però” enormi in questi giorni sui fatti di Macerata. Dei “ma” e “però” che sono macigni: "sì, chi ha sparato è un folle, però...". Dobbiamo farci carico di quei “però”. Non la politica sola, ma tutti insieme perché cittadini, donne e uomini che sono una unica comunità. Ci sono le istanze di molte parti della società che non vanno stigmatizzate, che non vanno colpevolizzate o condannate. Le insicurezze vanno colte e considerate. La xenofobia, la paura del diverso, è fisiologica: dobbiamo farcene carico e curarla. Il razzismo, invece, va solo colpito, sradicato. La delinquenza va aggredita e combattuta. Razzismo e delinquenza non si possono accettare in egual misura. Tocca allo Stato, alle nostre Istituzioni, a valenti forze dell'ordine garantire alla collettività la serenità della vita comune.

Garantire ad ogni uomo o donna dignità, la possibilità di costruirsi un progetto di vita, le occasioni per migliorare la propria esistenza, godere in serenità dell'ultimo tratto del proprio percorso. Dobbiamo dirci - questa è la vera grande reazione culturale alla deriva attuale - che c'è più sicurezza quando tutti possono stare meglio. Quando i bisogni del singolo diventano un obiettivo della comunità. La risposta è ancora una volta recuperare l'idea di comunità. Quella comunità che si rispecchia nel Tricolore. Viva l'Italia.

Andrea Costa

segretario provinciale Pd



La Filef di Reggio Emilia aderisce convintamente all’appello della Gazzetta di Reggio per la difesa del Tricolore, contro ogni usurpazione e capovolgimento dei valori storici e costituzionali della nostra bandiera nazionale. In particolare, anche la Filef respinge con indignazione il tentativo sciagurato di singoli individui e gruppi politici, sull’onda dei recenti fatti di cronaca, di ammantare con il Tricolore atti e ideologie di ispirazione nazifascista, razzista, xenofoba.

In questa mobilitazione per la memoria e l’onore della nostra bandiera, che simboleggia la Repubblica nata dalla Resistenza e basata sulla Costituzione, la Filef di Reggio Emilia è in prima fila per le ragioni stesse della propria esistenza e della propria attività di associazione che opera a sostegno dei migranti, per la dignità, l’uguaglianza, la parità di diritti e di doveri, la civile convivenza tra tutte le persone, di qualsiasi colore, provenienza, religione.

Su questo fronte non intendiamo arretrare nemmeno di un passo, ci auguriamo insieme al più ampio arco di forze antifasciste e patriottiche, che non devono consentire l’oltraggio al Tricolore e ai valori che esso rappresenta.

Laura Salsi

presidente Filef Reggio Emilia

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