«Puntiamo ad avere un voto più del Pd»
I sette candidati reggiani del M5s si presentano. Spadoni: «Tutte le nostre proposte hanno copertura finanziaria»
REGGIO EMILIA . Keynesiano in economia, antifascista, con la mano ferma contro l’immigrazione clandestina e il pugno duro contro le infiltrazioni mafiose. È la carta d’identità con cui si propone il M5s reggiano. L’occasione è stata la presentazione ieri al Centro sociale Catòmes Tot dei sette candidati – tutti reggiani – in lizza nei collegi di Camera e Senato della nostra provincia. Collegi in cui punta ad arrivare al 30% oppure, con le parole del candidato al Senato, Marco Montanari, «a ottenere un voto in più del Pd».
In corsa per conquistare i due posti per Roma che sarebbero disponibili sulla base dei sondaggi, soprattutto la riconfermata deputata uscente, Maria Edera Spadoni (candidata nel collegio uninominale alla Camera di Reggio città e capolista al proporzionale alla Camera) e Marco Montanari, da otto anni collaboratore del ministero degli Esteri (candidato all’uninominale al Senato di Parma e Reggio).
Assieme a loro sono in lista – ma con minor possibilità di farcela, salvo il M5s faccia il pieno di voti – l’avvocato civilista Rossella Ognibene di Cavriago (candidata alla Camera nel collegio di Scandiano), l’ingegnere informatico Davide Zanichelli e già consigliere comunale a Guastalla (candidato numero 2 nel proporzionale per la Camera), Chiara Pedrazzoli, insegnante (candidata numero 3 nel proporzionale alla Camera), Maria Laura Mantovani, funzionaria dell’Università di Modena e Reggio (candidata per l’uninominale al Senato di Reggio e numero 2 nel proporzionale al Senato) e Luisa Catellani, responsabile commerciale Italia per un’azienda tedesca (candidata numero 4 al proporzionale per il Senato). Ognuno di loro ieri ha declinato l’impegno che assumerebbe una volta eletto, che sarà esclusivamente all’interno dei 20 punti del programma elettorale pentastellato. Maria Elena Spadoni dopo aver rivendicato il lavoro svolto in Parlamento in questi cinque anni, ricordando di essere stata presente a circa l’80% delle sedute, ha garantito «che tutte le proposte del Movimento hanno la copertura finanziaria» per poi liquidare la situazione reggiana con una frase secca: «Il nostro territorio al momento è infestato dalla mafia e Reggio è una città insicura».
«Il M5s è convintamente antifascista», ha poi chiosato, accusando il sindaco di Cavriago, Paolo Burani, di aver annullato nei giorni scorsi la presentazione di un libro sulle banche con «modalità fasciste». Chi invece si occuperebbe della Banca Pubblica di Investimenti, «istituto che avrà il compito di favorire credito alle imprese e di impegnarsi in una lotta contro la ’ndrangheta che si è infiltrata nella politica e nelle amministrazioni», è Marco Montanari, che con piglio da economista ha anche sostenuto «che il M5s rispetterà i limiti imposti dall’Ue, ma che al tempo stesso si deve investire quando l’economia è in calo e tagliare quando è in crescita».
Di innovazione tecnologica e di lotta alle ludopatie si occuperebbe Davide Zanichelli, mentre Chiara Pedrazzoli vorrebbe riformare la scuola italiana. Laura Montanari vorrebbe seguire i temi dell’innovazione tecnologica, l’avvocato Rossella Ognibene si occuperebbe di ambiente ed ecomafie e ieri ha definito l’ipotesi di condono per necessità avanzata da Berlusconi come «dannosa», mentre Luisa Catellani seguirebbe i temi legati al lavoro e alle piccole imprese.
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