Rupe di Canossa dopo le indagini è l’ora degli scavi
L’annuncio dal convegno sugli studi archeologici La ripresa a metà dell’anno alla ricerca del borgo
CANOSSA. Si va avanti. Dopo le indagini archeologiche, si passa agli scavi veri e propri. Riprenderanno nella seconda metà 2018 e si può stare certi che diverse cose salteranno fuori. Perchè è ormai assodato: Canossa non era solo una fortezza con ampie cinte murarie, ma aveva anche un borgo tutto attorno alla rupe dove si svolgevano varie funzioni e soprattutto disponeva di tanti spazi per raccogliere non solo i più grandi potenti dell’epoca, ma anche i numerosi dignitari al seguito. Insomma, Canossa come “città altra” dopo Mantova, Lucca e Pisa, cuore imprendibile e sicuro del territorio matildico.
Questo quanto emerge dal convegno di studi “Ritornare a Canossa” tenutosi nel teatro di Ciano d’Enza nei giorni scorsi alla presenza di studiosi delle Università di Bologna, Verona, di Autorità e di un folto e qualificato pubblico. Gli scavi rappresentano una opportunità concreta di crescita dell’intera comunità in una visione di ampio respiro che trascende il mito e indaga concretamente una realtà, quella di Canossa, che «diviene teatro di una delle famiglie medievali aristocratiche più importanti dell’epoca», come affermato da uno dei relatori, il professor Saggioro dell’Università di Verona, dove «la sua materialità non è stata ancora decodificata».
Una realtà quindi che palpita di vita nuova e davvero tanti lavori in corso attorno alla bianca rupe e al suo castello, con una vera e propria equìpe di studiosi, archeologi e università coordinate dalla Soprintendenza si stanno ancora prendendo cura di lei dopo tanti secoli, revisione da parte non solo dei cosiddetti “addetti ai lavori” ma anche di una comunità pronta a mettersi in gioco per il proprio territorio che non è solo una realtà meramente provinciale, ma è destinata a tornare a una dimensione identitaria europea e sovranazionale con ampi sviluppi di crescita, con una rete di castelli, castagneti di impianto matildico e la riserva Mab Unesco. Presenti all’incontro anche le scuole di Canossa e il liceo Matilde di Canossa, invitate dall’assessore alla Cultura e al Turismo Clementina Santi. La storia continua e si rinnova grazie alle novità che periodicamente emergono.
Federica Soncini
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