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«Questa storia ci ha fatto stare molto male»

«Questa storia ci ha fatto stare molto male»

Migliorano le condizioni del calciatore. La madre: «L’unica felicità è il risveglio del nostro Aldi».

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SCANDIANO. «Stiamo andando in ospedale a trovarlo. Sta meglio ma vuole tornare alla normalità, alla sua vita».

Lucia, la mamma di Aldi Shpijati vive ancora nell’angoscia. Troppo vicino e vivido il ricordo del figlio che sembrava essere ormai su un letto di morte, colpito da diverse coltellate, operato d’urgenza due volte nel giro di poche ore: una all’addome e una al torace. Poi il ricovero in rianimazione, dove il bomber dell’Arcetana sta piano piano migliorando.

Il padre di Aldi, Tonino, poco dopo l’accoltellamento, aveva invocato giustizia in una intervista alla Gazzetta chiedendo che gli autori della violenza fossero arrestati. Ora però, dopo l’arresto di Juri Margini e del complice Emilio Finizio, la mamma di Aldi vuole solo ritrovare la serenità.

«Non posso dire di essere contenta degli arresti - spiega con poche parole al telefono - perché questa vicenda ci ha fatti stare talmente male che non riesco a trovare sollievo. L’unico momento di felicità l’ho provato quando Aldi ha riaperto gli occhi». Soltanto due giorni dopo gli interventi, infatti, i medici hanno finalmente potuto sciogliere la prognosi.

La famiglia di origine albanese - il padre è in Italia da più di vent’anni, moglie e figli da una decina - aveva raccontato di aver atteso a lungo quella notte il rientro a casa del figlio, e di essersi preoccupati non vendendolo arrivare. Era stato poi un amico, chiamato dalla donna, a spiegare loro l’accaduto.

I genitori erano corsi in ospedale dove i medici non avevano nascosto loro che la situazione era molto grave. E che il figlio rischiava la vita per le coltellate ricevute.

«Capisco le botte, ma non posso perdonare chi tira fuori un coltello» aveva dichiarato il padre, all’indomani dell’accaduto. Accusando l’ordinamento italiano che teneva libere due persone sospettate di un fatto tanto grave. Il genitori invocava giustizia per il figlio così duramente colpito. (e.l.t.)

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