Sala negata, LeU ora attacca il Pd
Ma il sindaco Burani incassa la solidarietà dei capi del suo partito
CAVRIAGO. Non si arresta il botta e risposta sul caso della sala negata al libro di Vincenzo Imperatore “Sacco bancario”, evento promosso dall’associazione Carme Zanti. «Lascia davvero sbigottiti la richiesta di dimissioni avanzata al sindaco dal Movimento 5 Stelle sul caso montato ad arte dalla signora Bardi». Così era intervenuto il Pd. «Ciò che scoraggia è che si scelga sempre e solo di presentarsi ai cittadini per la propria capacità di fare polemiche sterili piuttosto che per la propria capacità di fare proposte utili al paese - andava avanti la nota - È un fatto che il libro oggetto della querelle, che tratta un argomento, quello delle banche, sensibile rispetto ad una campagna elettorale, si poteva presentare in uno qualsiasi dei 325 giorni rimanenti nel 2018 tolti i 40 che precedono la consultazione elettorale del 4 marzo così come è un fatto che si potesse presentare in un qualsiasi spazio pubblico che non fosse una sala comunale. È noto che la signora Bardi sia impegnata attivamente in politica dandosi anche disponibile a candidarsi. È legittimo. Ciò che non funziona è che faccia questa attività politica nascosta dietro l’associazione. Non è un caso che la risposta dell’amministrazione rispetto alla serata oggetto di contesa sia arrivata un mese fa e la polemica venga montata oggi».
Parole che hanno indotto l l’intervento di LeU, che esprime solidarietà alla Bardi. «Il Pd di Cavriago e la giunta che esprime di democratico ormai ha solo il nome. Dopo l'epurazione di chi si schierò contro i voucher in dissenso dal Comune, ora arriva la censura all'associazione Carmen Zanti - si legge in una nota - Evidentemente, dopo la commissione d'inchiesta guidata dal neocandidato Casini, il Pd non ha risposte credibili sul tema delle banche e sceglie di censurare quelle degli altri. A corredo è arrivato poi un comunicato di attacco personale a Maura Bardi, che avrebbe la colpa di essere anche militante di Liberi e Uguali, dopo essere stata segretaria Pd e consigliera di maggioranza del centrosinistra. Come se essere membro di un partito dovesse impedire di essere attivi anche nell'associazionismo. Cari amici ed ex compagni del Pd, la censura fa parte di costumi del passato che appartengono a storie diverse. Non vi fa onore praticarli ora».
Ma il sindaco di Cavriago, Paolo Burani, incassa invece la solidarietà del segretario provinciale del Pd Andrea Costa e del vice segreatrio, Andrea Tagliavini, per le parole arrivate dall’onorevole Maria Edera Spadoni del M5S che ha definito «modalità fascista» il diniego della sala. «Siamo una forza politica che affonda le proprie radici nella cultura democratica e nell’antifascismo - scrivono in una nota congiunta - Sono altre forze che devono chiarire i loro valori riguardo questi principi, non certamente noi. Teniamo fuori le istituzioni e i sindaci dalla competizione politica. Noi vogliamo svolgere la campagna elettorale rimanendo sui temi e sui problemi che interessano i reggiani, respingiamo le polemiche montate ad arte e le scorrettezze».
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