Gazzetta di Reggio

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Tensione nelle piazze ma nessuno scontro

di Leonardo Grilli
Tensione nelle piazze ma nessuno scontro

A pochi metri di distanza le iniziative per la Giornata del ricordo e contro il raid di Macerata. A Bologna Anpi, Arci e Cgil

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REGGIO EMILIA. Destra ed estrema destra da un lato, centri sociali, associazioni e partiti di sinistra dall’altro. Due mondi distanti e contrapposti che, ieri mattina, hanno manifestato contemporaneamente a pochi metri di distanza. I primi, in piazza Prampolini, hanno celebrato la Giornata del ricordo per rinnovare «la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe».

E mentre dagli altoparlanti davanti al municipio Luca Tadolini, esponente della destra reggiana, ripercorreva le vicende di quegli anni fra inni nazionali e bandiere tricolori sventolate e usate come mantelli, un centinaio di metri più in là in piazzale Roversi cominciava a radunarsi il gruppo di manifestanti della Federazione anarchica reggiana, di Aq16, dei centri sociali e della sinistra locale.

“Contro la violenza squadrista per il rilancio delle lotte sociali” è il titolo del volantino che gli antagonisti distribuiscono ai presenti. L’occasione della protesta parte proprio dalla sparatoria razzista di Macerata compiuta da Luca Traini. Se questo è l’incipit, quanto accadeva in contemporanea in piazza Prampolini ha però fornito ai manifestanti di sinistra l’occasione di scagliarsi, a più riprese, contro i «fascisti e neofascisti reggiani» con la tensione che, gradualmente, è salita sempre più. Al punto che, a metà evento, un 20enne senegalese apparentemente slegato dal corteo antifascista ha cominciato a inveire contro il gruppo di manifestanti di destra. La Digos, però, è prontamente intervenuta identificando e facendo allontanare il giovane, prima che la situazione degenerasse.

Quello che si teme infatti, fra i passanti, è un possibile scontro fra i due gruppi visto il clima tutt’altro che disteso di questi ultimi mesi. Anche perché dai microfoni di piazzale Roversi vengono urlate di fronte alla folla dei circa 200 antagonisti presenti parole tutt’altro che distensive nei confronti dello schieramento opposto. Più o meno le stesse che sempre ieri mattina, a Bologna, sono state dette nel corso di una più ampia manifestazione per gli eventi di Macerata alla quale hanno partecipato numerosi esponenti anche reggiani di Cgil, Anpi, Liberi e Uguali e delle sinistre reggiane. Un’occasione, tra l’altro, per riproporre la raccolta firme della campagna “Mai più fascismi” per l’applicazione delle leggi Scelba e Mancino.

Un’aria molto diversa rispetto a quella di piazza Prampolini, dove fra gli esponenti di destra sono volati abbracci e sorrisi compiaciuti.

I presenti, pur essendo una cinquantina, sono raddoppiati rispetto allo scorso anno e lo spirito è quello di una destra e di un’estrema destra che si sente più forte, più coraggiosa e con più alleati in politica. Che, insomma, crede davvero nella vittoria. Un «pericolo» per i duecento di sinistra che infatti, a metà manifestazione, hanno cominciato a scandire il coro «riprendiamoci piazza Prampolini». L’intenzione degli antagonisti era quella di spostarsi davanti al municipio per «non lasciare la piazza ai fascisti» e «riprendersi la città e tutti i suoi luoghi». Ma a tutelare la sicurezza dei passanti e dei manifestanti c’erano anche, piazzate in punti strategici del centro storico, diverse unità di polizia, carabinieri e agenti della Digos. Così, dopo un dialogo con i rappresentanti delle forze dell’ordine, il corteo antifascista ha deciso di aspettare che la destra terminasse le sue celebrazioni per marciare, al grido di «tornate nelle fogne», verso piazza Prampolini. Al loro arrivo però, fortunatamente, ad attenderli c’erano solo le bancarelle del cioccolato.

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