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Un esercito di 900 tra studenti e prof per “Neve e natura”

Un esercito di 900 tra studenti e prof per “Neve e natura”

Il progetto turistico-culturale porta le scuole sul Crinale Giovanelli: «Un modello imitato anche sulle Alpi»

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VENTASSO. Dopo le nevicate degli ultimi giorni l’Appennino è pronto ad accogliere i giovani che hanno aderito alla 12° edizione del progetto neve “Natura e cultura d’Appennino”, promosso dal Parco nazionale.

Provengono da Liguria, Lombardia Toscana ed Emilia Romagna e saranno oltre 900 tra bambini, ragazzi e docenti che si avvicenderanno alla conoscenza dell’Appennino nei mesi di febbraio e marzo soggiornando tra borghi e rifugi sul crinale nei comuni di Corniglio, Ventasso e Villa Minozzo. «Dalla scuola primaria sino alle superiori - spiega il presidente del Parco nazionale, Fausto Giovanelli - le scuole scelgono la neve e l’Appennino invernale con tutto il suo fascino alla scoperta di sentieri innevati, di tracce nascoste di animali, ma anche delle cooperative di comunità, della letteratura, delle caratteristiche architettoniche dei borghi alla storia geologica della montagna passando attraverso il cruciale tema della sostenibilità ambientale e dei cambiamenti climatici».

La scuola di montagna “Neve Natura”, ideata nel 2007 dal Parco Nazionale con la collaborazione di Centri Visita, rifugi, istruttori sportivi, guide alpine, guide escursionistiche, maestri di sci, naturalisti, esperti e testimoni significativi, scrittori, aziende agricole e molte altre risorse umane presenti sul territorio, è oggi un progetto didattico e insieme una proposta per il turismo invernale improntato alla sostenibilità. Le scuole la scelgono perché dà loro l’opportunità di scoprire che a pochi chilometri da casa si può vivere un’esperienza emozionante in natura. Molte delle scuole in arrivo sono “ritornanti”, presenze che si ripropongono con sempre nuovi ragazzi e ragazze di anno in anno.

«Neve Natura sta diventando tradizione - conclude Giovanelli - ed è apprezzata e imitata da altri parchi e territori anche sulle Alpi. Ha avuto tantissimi partecipanti e testimonial che si sono sentiti autori piuttosto che collaboratori. Alcuni di loro come l’alpinista Walter Nones, il Brigante di Cerreto Davide Tronconi, il forestale maestro di sci Federico Ferrari ci hanno purtroppo lasciato. Ci teniamo a ricordarli». (l.t.)

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