Viaggi della memoria nel segno del dialogo fra le diverse religioni
Il rabbino, il vescovo e l’imam per la prima volta insieme visiteranno Auschwitz e Birkenau con Vecchi e Manghi
REGGIO EMILIA. «Sarò ad Auschwitz nei prossimi giorni. Insieme a tanti ragazzi e a Istoreco. Ma soprattutto insieme a Giammaria Manghi al vescovo monsignor Massimo Camisasca al rabbino di Modena e Reggio Emilia Beniamino Goldstein e all’Imam Yosif al Sanahi. Un fatto storico. Reggio Emilia costruisce ponti e sviluppa». Con questo tweet ieri pomeriggio il sindaco, Luca Vecchi, ha annunciato la sua partecipazione al Viaggio della Memoria: un’edizione davvero storica che prenderà il via a fine mese, all’insegna della tolleranza e del dialogo fra religioni. Per la prima volta saranno presenti insieme il rabbinoGoldstein , il vescovo Camisasca e l’imam Yosif al Sanahi. L’annuncio è arrivato nel giorno in cui 400 persone hanno preso parte ad un incontro con un ospite unico: il direttore del memoriale di Auschwitz Piotr Cywinski. L’incontro si è svolto nell’aula magna dell’università in viale Allegri, promosso da Istoreco con Cywinski, il responsabile del più conosciuto e più frequentato complesso (oltre due milioni di presenze ogni anno) dedicato alla memoria dell’Olocausto e non solo. L’iniziativa è stata pensata prima di tutto per le famiglie dei ragazzi del Viaggio della Memoria, che quest’anno festeggia il ventennale portando 1.100 studenti delle superiori in visita a Cracovia e ai campi di Auschwitz/Birkenau. I principali sponsor del viaggio sono proprio le famiglie degli studenti e, come ringraziamento, Istoreco ha pensato di organizzare l’incontro pubblico con Cywinski. L’adesione è stata massiccia: oltre all’aula magna è stata aggiunta anche l’aula di fronte a quella principale, per permettere di vedere la conferenza in collegamento video. Ad affiancare l’ospite d’onore, il referente dei Viaggi della Memoria Matthias Durchfeld, la presidente Istoreco Simonetta Gilioli, il sindaco Vecchi e il presidente Manghi. Dopo i saluti, la parola è andata a Cywinski, al suo unico intervento italiano. Da pochi mesi ha pubblicato anche in italiano il libro “Non C’è Una Fine - Trasmettere la memoria di Auschwitz”, in cui riflette sul ruolo di Auschwitz nella contemporaneità. Il tema è la memoria di quello che è accaduto. Un tema urgente, ha ribadito, «perché noi non sappiamo in che contesto ci muoveremo fra 15 anni, e se certi concetti, certi approcci, non passano ora, non potranno mai passare fra 15 anni», ha detto. «E non parlo solo del nostro tema, penso al confronto a livello internazionale sulle vittime di discriminazioni verso la disabilità». Il punto è la memoria collettiva e la volontà di tramandarla. «Non si possono “comprare” i genocidi, questo no, ma si può “comprare” il silenzio. E ognuno di noi ha una sua responsabilità. Il nostro memoriale riceve ogni anno due milioni di persone, in generale circa dieci milioni di persone visitano ogni anno i luoghi di memoria sulla seconda guerra mondiale. Bene, quando le lacrime si sono asciugate, cosa rimane? Cosa succede di quello che si è visto? E se rimanesse solo il silenzio? Non è facile, e teniamo conto che è un silenzio di tutto il mondo, i visitatori sono di ogni parte del mondo, e non sono solo ragazzi con le scuole come si penserebbe. Dobbiamo affrontare il silenzio, la responsabilità è un tema di tutti noi».
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