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Reggio Emilia, quei richiedenti asilo col vizio dello spaccio

di Leonardo Grilli
Reggio Emilia, quei richiedenti asilo col vizio dello spaccio

L’arresto dei carabinieri di un profugo nigeriano di 33 anni, “il Cresta”, fa emergere un fenomeno che va oltre l’accoglienza

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REGGIO EMILIA. Nel mondo dei tossicodipendenti era conosciuto come “il Cresta”, soprannome attribuitogli a causa della sua bizzarra acconciatura. Ma il suo nome è Luckystar Chukwudi Mmaduka, nigeriano di 33 anni con un permesso di soggiorno da richiedente asilo, di professione spacciatore di eroina. Il suo arresto, eseguito dai carabinieri di Reggio Emilia, è solo l’ultimo di una serie di operazioni che hanno visto finire in manette, per reati legati allo spaccio di droga, persone che avevano già ottenuto un visto per motivi umanitari.

Sono 13 infatti, negli ultimi sei mesi, gli stranieri riconosciuti come profughi trovati in possesso di sostanze stupefacenti e arrestati da polizia e uomini dell’Arma.

Per quanto riguarda i dati della questura reggiana, da luglio a dicembre 2017 sono 36 le persone portate in carcere per spaccio, fra i quali 9 italiani e 27 stranieri. Di questi ultimi, i richiedenti asilo sono stati cinque. Più elevata invece la percentuale di pusher con permesso di soggiorno per motivi umanitari scoperti e catturati dai carabinieri. Otto negli ultimi sei mesi, su un totale di 15 arrestati: tre italiani e dodici stranieri. La maggioranza di questi sono stati trovati in zona stazione ma, recentemente, stanno crescendo anche i casi nelle periferie.

E l’ultimo episodio, quello del “Cresta”, dimostra proprio questo progressivo allargarsi del fenomeno. Il nigeriano 33enne, infatti, dalla base operativa ricavata in un appartamento a Sesso, in via dei Gonzaga, in orario di apertura del vicino centro commerciale Nova gestiva una remunerativa attività di spaccio di eroina bianca, meglio nota come eroina thailandese.

A portare da qualche giorno i militari dell’aliquota operativa della compagnia di Reggio Emilia ad appostarsi nei pressi del parcheggio del Nova sono state le segnalazioni di numerosi cittadini, esasperati dal giro di spaccio creato dall’uomo che, dall’apertura e sino alla chiusura dell’attività commerciale, andava avanti e indietro dal suo condominio nelle immediate vicinanze.

Forti delle segnalazioni ricevute, i carabinieri si sono quindi appostati nel parcheggio notando l’arrivo di una macchina condotta da un giovane. Il ragazzo si è fermato in prossimità di un uomo di colore con una folta cresta, gli ha ceduto del denaro e in cambio ha ricevuto un involucro.

Gli uomini dell’Arma hanno quindi fermato l’automobilista poco lontano, trovando conferma delle segnalazioni dei residenti: il giovane aveva appena comprato dallo straniero una dose di eroina thailandese. I militari si sono quindi appostati una seconda volta, in attesa dell’occasione giusta per cogliere il 33enne in flagrante.

Occasione che si è presentata all’arrivo, poco dopo, di un secondo cliente che ha fatto salire in macchina lo spacciatore con l’intenzione di concretizzare la cessione all’interno dell’abitacolo, al riparo da occhi indiscreti.

Premura che però è servita a poco: i carabinieri sono intervenuti non appena si è chiusa la portiera, trovando in possesso del ragazzo italiano una dose di eroina mentre, nelle tasche del nigeriano, una banconota da 20 euro appena ricevuta.

I militari si sono quindi spostati nell’abitazione del “Cresta” trovando, all’interno della sua camera da letto, 350 euro in banconote di piccolo taglio e del materiale per il confezionamento della droga, tutto sequestrato assieme al cellulare con cui lo straniero restava in contatto con i clienti.

Ottenute tutte le prove necessarie, e vista la flagranza di reato, Mmaduka, alias il “Cresta”, è stato condotto in carcere a disposizione del sostituto procuratore Valentina Salvi, titolare dell’indagine. Questa mattina l’uomo comparirà in tribunale a Reggio Emilia per rispondere del reato di detenzione e spaccio di eroina.
 

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