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San Martino, alla Arsom dipendenti lasciati da 3 mesi senza stipendio

San Martino, alla Arsom dipendenti lasciati da 3 mesi senza stipendio

Dopo 60 anni l’azienda Arsom sul viale del tramonto. Fiom-Cgil: «Disastro dalle cause incomprensibili, fino a poco fa assumevano»

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SAN MARTINO IN RIO. Un fulmine a ciel sereno. Gli stipendi che prima ritardano, poi che non arrivano più. Sino al destino ormai segnato del fallimento.

È la parabola discentente della Arsom Srl, azienda metalmeccanica di Carpi con sede operativa a San Martino in Rio, in viale della Resistenza. Una realtà che esiste dagli anni Sessanta, tramandata di pare in figlio e fino all’attuale titolare, nipote del fondatore. Sulla quale ora, malamente, sembra calare il sipario.

È la Fiom-Cgil di Carpi a denunciare la grave situazione in cui versano i 40 dipendenti dell’Arsom, azienda specializzata nella lavorazione lamiera conto terzi. «L’azienda non ha mai evidenziato difficoltà produttive, tanto che nell’autunno dello scorso anno sono state fatte delle assunzioni – spiega in una nota Angelo Delle Ave –. I segnali del precipitare della situazione si sono manifestati solo dopo un ritardo inusuale sul pagamento delle retribuzioni. L’azienda da oltre un anno era solita ritardare di una decina di giorni gli stipendi. Al rientro dalla pausa di fine anno c’è stata un’accelerazione e non sono state pagate la tredicesima e dicembre, tuttavia la proprietà dava ancora rassicurazione che entro gennaio sarebbe stata pagata almeno la tredicesima».

Non è però quello che è successo. «Nonostante le rassicurazioni rivelatesi poi false, ad oggi le lavoratrici e i lavoratori sono in arretrato di tre mensilità e sono tutti sospesi dal lavoro dal 2 febbraio in quanto l’azienda ha improvvisamente cessato le attività», spiega.

La Fiom ha organizzato assemblee, formalizzato richieste di incontro e un presidio davanti all’azienda il 6 febbraio scorso. Solo il 12 febbraio l’azienda si è resa disponibile ad un incontro con la Fiom/Cgil di Carpi.

«L’incontro è stato disarmante – rivela Delle Ave –. Tramite il proprio legale, l’azienda ha annunciato la messa in liquidazione e la cessazione delle attività e, con tutta probabilità, verrà dichiarato lo stato fallimentare. Viene inoltre esclusa ogni possibilità, anche minima di provvedere al pagamento delle retribuzioni».

«Le cause di questo disastro ci paiono incomprensibili – aggiunge il sindacalista – pare impossibile che nell’arco di pochi mesi possa accumularsi una situazione debitoria di queste dimensioni. Su questo ci attiveremo nelle sedi opportune per accertare cause e responsabilità».

Resta la drammaticità degli effetti. «Pensiamo - prosegue – si debba partire dal fatto che l’attività svolta da Arsom esiste tutt’ora ed è prevalentemente indirizzata a imprese del territorio. Su queste basi ci adopereremo affinché il lavoro continui ad essere svolto dalle stesse persone, poco importa se attraverso una nuova società con il possibile ingresso di attuali dipendenti oppure mediante assunzioni in aziende del territorio che ne hanno acquisito le commesse».
 

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