«Al Di Più in azione dei professionisti»
Il questore Antonio Sbordone commenta le tre rapine compiute domenica e assicura: «Le forze dell’ordine reagiranno»
REGGIO EMILIA. Tre rapine, di cui due a mano armata, compiute lo stesso giorno nel giro di poche ore. Un fenomeno che anche lo scorso anno, sempre in questo periodo, aveva subito una significativa recrudescenza. E che ora preoccupa, e non poco, i cittadini reggiani. Il giorno dopo, le tre notizie sono sulla bocca di molti, nelle piazze e dentro i bar, viste anche le dinamiche particolarmente violente e vigliacche dei tre episodi. Il primo ai danni di un ragazzino di appena 15 anni che, oltre al furto del cellulare, ha dovuto anche subire il pestaggio da parte del branco di rapinatori ed è dovuto ricorrere alle cure mediche. Il secondo sempre contro un minore, un 17enne, che seppur senza conseguenze fisiche è stato rapinato in pieno centro storico.
Il terzo infine, il più studiato e organizzato dei tre, ha visto come vittime i commessi del discount “Di più” che sono stati legati e sequestrati per almeno un’ora. Una rapina compiuta in pieno giorno e che ha terrorizzato tutti i dipendenti del supermercato di via Daniele da Torricella 2, all’angolo con via Cugini.
Al punto che ieri, alle nostre domande, nessuno di loro ha voluto rispondere. La paura e la tensione è palpabile e anche coloro che domenica non erano presenti sono ancora sotto shock. «Ha legato i miei colleghi con delle fascette – ci racconta frettolosamente uno di loro – e quindi si è fatto aprire la cassaforte per poi fuggire con tutto l’incasso. Sempre minacciandoli con una pistola».
Ma il calvario dei due non è finito subito. Il criminale, infatti, che secondo le prime testimonianze avrebbe un accento straniero, per assicurarsi una fuga tranquilla li ha lasciati legati in terra. È passata circa un’ora prima che l’uomo e la donna riuscissero a slegarsi a vicenda e dare l’allarme alla polizia.
Polizia che ora, assicura il questore Antonio Sbordone, sta proseguendo a ritmo serrato le indagini. Perché il comprensibile rischio, quando si verificano questi episodi violenti, è che nella cittadinanza si diffondano allarme e preoccupazione.
«Questi tre episodi – spiega il questore – fanno tutti male alla città ma si devono fare dei distinguo. Le rapine ai Petali e in via Toschi sono “di strada”, compiute ai danni delle singole persone ma che non sono strutturare come invece quella messa in atto al supermercato. In quest’ultimo caso c’è stata probabilmente un’organizzazione e una pianificazione precisa da parte di soggetti criminali professionisti. E non escludiamo che ci sia stata anche la partecipazione di più persone».
Il riferimento è al fatto che, ad attendere il rapinatore, ci sarebbe stato almeno un complice con l’auto accesa, pronto per la fuga. «È chiaro – prosegue Sbordone – che questi fenomeni di violenza metropolitana, che si accanisce contro le fasce più deboli, danneggiano il sentimento collettivo di sicurezza, la cosiddetta percezione. Ognuno di noi dovrebbe essere libero di girare per strada sempre e a qualunque ora ma oggi nelle nostre città diventa difficile avere la certezza di poter camminare tranquilli».
Nonostante questo, conclude il questore, «voglio tranquillizzare i cittadini. Non c’è un allarme specifico, questi episodi sono in linea con quanto accade in altre realtà simili a Reggio Emilia. Ovviamente non per questo dobbiamo prenderli sottogamba: le forze dell’ordine reagiranno come sempre, sia sul fronte della prevenzione sia su quello investigativo. E, anche se non possiamo essere sempre ovunque, rafforzeremo ancora di più la nostra presenza nei punti critici».
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