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Eternit, il processo è agli sgoccioli

Rubiera: sentito ieri il nuovo perito sulle cause della morte dell’operaio Cottafava

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RUBIERA. Anche la nuova perizia chiesta dal tribunale non sembra aver fugato tutti i dubbi sul caso Eternit. Stefano Montanari, della Nanodiagnostic di Modena, era stato nominato dal giudice Andrea Rat quale nuovo perito nel processo sul delicato caso del 77enne Dorando Cottafava, che secondo l’accusa è morto per i veleni respirati nella fabbrica rubierese Eternit in cui si lavorava l’amianto.

Per questo decesso è sul banco degli imputati per omicidio colposo l’84enne Luigi Giannitrapani (ex ad della ditta Eternit dal 1980 al 1983). Il giudice aveva disposto la nuova consulenza per ottenere punti certi in vista della sentenza. Non tutto sarebbe stato però spiegato a livello medico essendo le cause del mesotelioma tematica di ampia discussione anche scientifica. Ecco perché il giudice aveva disposto l’approfondimento, giungendo così al termine del processo. Alla prossima udienza ci sarà quindi la discussione finale per poter emettere poi l’attesa sentenza.

All’udienza di ieri era presente anche il sindaco di Rubiera, Emanuele Cavallaro, che si è sempre speso nella lotta contro le morti da amianto. L’operaio deceduto ha lavorato per ventun anni (dal 1964 al 1985) nell’azienda di Rubiera.

L’approfondimento era giunto probabilmente sulla scorta del divario fra quanto concluso dal perito Morando Soffritti (il dottore ritiene che al 100% Cottafava sia morto per mesotelioma pleurico, tumore molto aggressivo provocato dall’esposizione all’amianto) e quanto sostenuto dal consulente tecnico della difesa sulle cui valutazioni gli avvocati Nicoletta ed Andrea Garaventa avevano chiesto l’assoluzione dell’imputato. A quel punto anche i pm Stefania Pigozzi e Giulia Stignani (che avevano già chiesto una condanna a 2 anni di reclusione) si erano riservate di nominare un consulente che segua per l’accusa le nuove fasi peritali sui reperti istologici conservati in ospedale.(e.l.t.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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