Le macchine agricole trascinano le esportazioni
Il Monitor regionale dei distretti industriali delineato da Intesa San Paolo mette in evidenza anche il segno più di ceramiche e lattiero-caseario
REGGIO EMILIA. L’economia reggiana condivide con il resto della regione una crescita delle esportazioni inferiore alla media nazionale e piuttosto squilibrata, con sensibili aumenti nella meccanica agricola e grosse diminuzioni nell’abbigliamento.
Il quadro d’insieme, delineato dalla Direzione studi e ricerche di Intesa San Paolo nel Monitor dei distretti industriali dell’Emilia Romagna, è molto variegato e abbastanza deludente per chi era abituato al primeggiare dell’export emiliano-romagnolo rispetto alle altre regioni. Infatti, mentre i distretti produttivi italiani hanno registrato nel terzo trimestre del 2017 un aumento complessivo delle esportazioni pari al 4,5%, quelli dell’Emilia Romagna si sono fermati a un più 0,9%. Solamente il sistema manifatturiero regionale si è difeso bene, conseguendo un incremento del 5,2% dovuto soprattutto alla vendita sui mercati esteri delle macchine agricole (più 22,2%) e delle macchine per l’industria ceramica (più 7,9%) prodotte nelle province di Reggio e Modena. Il territorio reggiano ha dato un contributo positivo anche con il settore lattiero-caseario, aumentato del 9,2% contro il più 3,5% del lattiero-caseario parmense, ma ha subito in parte il vistoso arretramento (meno 31,6%) del distretto maglieria e abbigliamento, che da Carpi si allarga fino a Correggio. Se si considera il valore assoluto delle esportazioni dell’Emilia Romagna nel terzo trimestre (in tutto 2.972,1 milioni di euro, più 0,9%), al primo posto si collocano le piastrelle di Sassuolo prodotte fra le province di Modena e Reggio, che hanno fatturato 812,7 milioni, più 0,4%. Vengono poi le macchine per l’imballaggio di Bologna, con 565,4 milioni (meno 0,5%). Le macchine per la ceramica, in parte reggiane, hanno prodotto un export di 370,9 milioni (più 7,9%). Reggio ha conosciuto altresì un aumento delle esportazioni lattiero-casearie, ammontate a 75,1 milioni, ma una contrazione per quanto riguarda i salumi, di cui si è venduto all’estero un valore di 11,2 milioni (meno 25,8%). Nel panorama regionale emergono anche le macchine utensili di Piacenza, che con un totale di 43 milioni si aggiudicano il record della crescita (più 65,8%), e le macchine per l'industria alimentare di Parma (111,7 milioni, più 26,6%). Complessivamente su diciannove distretti se ne contano tredici con una variazione tendenziale positiva. Sono sei, invece, quelli che nel terzo trimestre hanno visto calare l'export.
I fatturati più consistenti sono ancora realizzati in Francia, Germania, Stati Uniti e Regno Unito, ma senza sostanziali variazioni, mentre crescono quelli sui mercati emergenti di Canada (più 44,5%), Turchia (43,5%), Russia (22,6%) e Cina (16,5%).
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