Gazzetta di Reggio

Reggio

Le macchine agricole trascinano le esportazioni

di Luciano Salsi
Le macchine agricole trascinano le esportazioni

Il Monitor regionale dei distretti industriali delineato da Intesa San Paolo mette in evidenza anche il segno più di ceramiche e lattiero-caseario

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REGGIO EMILIA. L’economia reggiana condivide con il resto della regione una crescita delle esportazioni inferiore alla media nazionale e piuttosto squilibrata, con sensibili aumenti nella meccanica agricola e grosse diminuzioni nell’abbigliamento.

Il quadro d’insieme, delineato dalla Direzione studi e ricerche di Intesa San Paolo nel Monitor dei distretti industriali dell’Emilia Romagna, è molto variegato e abbastanza deludente per chi era abituato al primeggiare dell’export emiliano-romagnolo rispetto alle altre regioni. Infatti, mentre i distretti produttivi italiani hanno registrato nel terzo trimestre del 2017 un aumento complessivo delle esportazioni pari al 4,5%, quelli dell’Emilia Romagna si sono fermati a un più 0,9%. Solamente il sistema manifatturiero regionale si è difeso bene, conseguendo un incremento del 5,2% dovuto soprattutto alla vendita sui mercati esteri delle macchine agricole (più 22,2%) e delle macchine per l’industria ceramica (più 7,9%) prodotte nelle province di Reggio e Modena. Il territorio reggiano ha dato un contributo positivo anche con il settore lattiero-caseario, aumentato del 9,2% contro il più 3,5% del lattiero-caseario parmense, ma ha subito in parte il vistoso arretramento (meno 31,6%) del distretto maglieria e abbigliamento, che da Carpi si allarga fino a Correggio. Se si considera il valore assoluto delle esportazioni dell’Emilia Romagna nel terzo trimestre (in tutto 2.972,1 milioni di euro, più 0,9%), al primo posto si collocano le piastrelle di Sassuolo prodotte fra le province di Modena e Reggio, che hanno fatturato 812,7 milioni, più 0,4%. Vengono poi le macchine per l’imballaggio di Bologna, con 565,4 milioni (meno 0,5%). Le macchine per la ceramica, in parte reggiane, hanno prodotto un export di 370,9 milioni (più 7,9%). Reggio ha conosciuto altresì un aumento delle esportazioni lattiero-casearie, ammontate a 75,1 milioni, ma una contrazione per quanto riguarda i salumi, di cui si è venduto all’estero un valore di 11,2 milioni (meno 25,8%). Nel panorama regionale emergono anche le macchine utensili di Piacenza, che con un totale di 43 milioni si aggiudicano il record della crescita (più 65,8%), e le macchine per l'industria alimentare di Parma (111,7 milioni, più 26,6%). Complessivamente su diciannove distretti se ne contano tredici con una variazione tendenziale positiva. Sono sei, invece, quelli che nel terzo trimestre hanno visto calare l'export.

I fatturati più consistenti sono ancora realizzati in Francia, Germania, Stati Uniti e Regno Unito, ma senza sostanziali variazioni, mentre crescono quelli sui mercati emergenti di Canada (più 44,5%), Turchia (43,5%), Russia (22,6%) e Cina (16,5%).

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