Gazzetta di Reggio

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CASTELNOVO SOTTO 

Racket dei permessi: 13 a processo

Un giro illegale per regolarizzare finti operai agricoli pakistani

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CASTELNOVO SOTTO. Un patteggiamento, un irreperibile (ora ricercato) e tredici persone rinviate a giudizio. Prima udienza il 28 marzo. Arriva in tribunale, dopo l’udienza preliminare conclusa ieri, l’Operazione Lambrusco, uno dei maggiori casi di investigazione a Modena e provincia sul mondo di chi permette di attestare falsi permessi di soggiorno facendone lucro, a falsi operai agricoli. In questo caso, secondo le indagini della Squadra Mobile della Questura, un vero racket specializzato a piazzare clandestini pakistani in tutta la provincia facendoli figurare come braccianti. Tra gli imputati, quelli di spicco sono stati Lorenzo Scapinelli (difeso dall’avvocato Antonio Piantedosi), agrotecnico di 53 anni di Castelnovo di Sotto (Reggio) che lavorava in uno studio di Soliera, considerato la presunta mente della gang, e il suo presunto braccio operativo, Farooq Abid, 42enne pakistano. Oltre a questi due, 4 finirono agli arresti domiciliari: Mario Venturelli di San Cesario, impiegato di Agrimprese, associazione federata con Lapam; Marco Tamassia, 53 anni di San Possidonio, agente di commercio e per la polizia l’esperto telematico del gruppo; Massimo Verdieri, 52enne di Carpi, titolare di un’azienda e Vincenzo Pinotti, 56 anni, dipendete di Coldiretti di Mirandola.

Secondo il pm Lucia De Santis, ogni pakistano pagava anche 10-15mila dollari per finire nella Bassa modenese come stagionali o bracciante agricolo. Il sistema permetteva a questi clandestini di arrivare in aereo o treno con documenti apparentemente regolari.(c.g.)

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