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Reggio Emilia, il profugo-pusher “Cresta” è libero e torna... in albergo

Reggio Emilia, il profugo-pusher “Cresta” è libero e torna... in albergo

Convalidato l’arresto del “Cresta”: divieto di dimora in città e nulla osta per l’espulsione (sulla carta)

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REGGIO EMILIA. È uscito dal tribunale abbracciato alla sua compagna, libero di muoversi, con l’unica misura restrittiva del divieto di dimora nel territorio del comune di Reggio: con tutta probabilità tornerà all’albergo di Brescello, dov’è ospitato insieme agli altri richiedenti asilo seguiti, come lui stesso ha dichiarato, dalla cooperativa Dimora d’Abramo.

Si è conclusa così l’udienza di convalida dell’arresto a carico di Luckystar Chukwudi Mmaduka, il nigeriano di 33 anni più noto come “il cresta” in virtù della sua acconciatura, accusato di detenzione e spaccio di droga. Una vicenda che ha fatto scalpore perché emblematica del fenomeno degli stranieri dediti allo spaccio e anche dell’esito che spesso questi casi hanno nelle aule di tribunale.

L’indagine dei carabinieri era partita dalle numerose segnalazioni di cittadini, spettatori loro malgrado dell’attività di spaccio posta in essere dal nigeriano nel parcheggio del centro commerciale Nova, in via dei Gonzaga a Sesso, meta della spola del 33enne che usciva da un condominio lì a fianco per consegnare le dosi.

L’appostamento dei carabinieri aveva consentito di documentare la cessione in auto prima a un giovane, poi a un secondo cliente: entrambi avevano acquistato una dose di eroina thailandese, in cambio di 20 euro.

Durante la perquisizione nell’appartamento – poi risultato essere nella disponibilità della compagna del 33enne – i militari avevano rinvenuto 350 euro in banconote di piccolo taglio e materiale per confezionare la droga.

Ieri, seduto accanto alla traduttrice e all’avvocato difensore Federico De Belvis, l’imputato ha ammesso i fatti: a incastrarlo anche quei due cellulari (uno in tasca, l’altro trovato nell’appartamento) con le chiamate ai due clienti fermati dall’Arma. Il pm onorario, per conto del pm Valentina Salvi, ha chiesto il divieto di dimora in città in considerazione della modica quantità di droga sequestrata.

Il giudice Sarah Iusto ha convalidato l’arresto, accolto la richiesta proposta dall’accusa e concesso il nulla osta per l’espulsione. Quest’ultima, però, sarà tutt’altro che immediata: primo perché occorre accertare se il 33enne sia in possesso di passaporto, secondo perché, in quanto richiedente asilo, finché la commissione di Bologna non si pronuncerà non potrà in ogni caso essere espulso dal territorio nazionale.

Ambra Prati
 

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