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«Troppi imputati, serve l’aula di Aemilia»

«Troppi imputati, serve l’aula di Aemilia»

Rabbia tra i reggiani coinvolti: «Siamo vittime di un’ingiustizia che condizionerà il voto a marzo»

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REGGIO EMILIA. «Signor giudice, guardi che qui non ci stiamo. Conviene forse usare l’aula grande del processo Aemilia». A parlare rivolto al giudice Stefano Catellani è stato ieri l’avvocato Claudio Bassi, difensore di uno delle decine di reggiani che si vedono – spesso loro malgrado – imputati nel processo sulle doppie firme contestate dalla procura e relativa alle liste per le elezioni comunali del 2014 a Reggio Emilia. L’idea di usare l’aula di Aemilia visto l’approssimarsi di un processo unico con decine di imputati, fa però storcere il naso. «Non so se gli imputati siano contenti di finire nell’aula di un processo per mafia» obbietta qualcuno, che ravvisa l’aggiunta del danno oltre alla beffa. «Guardi qui – ci dice uno degli avvocati – questa è la firma del mio ciente e questa è quell’altra: ma si vede a occhio nudo che sono diverse, qui non c’è nemmeno bisogno di una perizia calligrafica». Le voci ieri erano tante e si sovrapposte perché nell’aula al primo piano del tribunale di via Paterlini c’era la prima tranche di imputati per il caso delle doppie firme, giunto ora a dibattimento. Sono 29 fascicoli in tutto smistati ieri, che corrisponderebbero a 29 processi singoli. A questi ne dovrebbero seguire per il medesimo reato un altro centinaio. Troppi: il giudice li vuole riunire in un unico maxi processo. Una decisione in favore degli imputati, molti dei quali si dicono innocenti. Pensionati, bancari, imprenditori, impiegati: semplici cittadini finiti nel vortice di questa inchiesta che sta facendo venire un travaso di bile a tantissima gente. Sì perché finora sono finiti alla sbarra i cittadini che hanno firmato le liste. «Ma non c’è nessuna responsabilità per chi ha falsificato molte di quelle firme» domanda un altro avvocato che rappresenta da solo cinque imputati. «Quella firma che mi contestano non è la mia – dice un altro giovane finito ieri davanti al giudice per presentare opposizione al decreto di condanna – E come me qui ci sono molte altre vittime di un reato commesso da qualcun altro. Questo avrà sicuramente un effetto sulle elezioni politiche di marzo, a causa di questa ingiustizia avvenuta per mano di qualcuno che ai nostri danni si è voluto mettere una poltrona sotto il sedere».

Non tutti gli imputati citati ieri nella prima tranche erano presenti: molti infatti erano al lavoro, affidando agli avvocati di fiducia l’opposizione al decreto penale di condanna. Non sono mancanti gli imputati che non hanno fatto opposizione, ammettendo così la colpa. «Una colpa però dovuta in alcuni casi a distrazione o alla mancata conoscenza della norma» sottolinea l’avvocato di fiducia. In diversi episodi si legge lo stesso nome in liste opposte. Dati riprodotti fedelmente con firme però difformi, come già attestato da alcuni periti. (e.l.t.)

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