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Costretta a vendersi, confiscati 21mila euro

Costretta a vendersi, confiscati 21mila euro

Diventato definitivo il sequestro: allo Stato la somma trovata in casa degli sfruttatori della cognata

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REGGIO EMILIA. È diventata definitiva la confisca dei 21mila euro sequestrati nel 2016 a una coppia di fidanzati accusati di costringere la cognata a vendersi sulla strada. Quel sequestro è diventato definitivo e ora la somma finirà nelle casse dello Stato.

L’operazione “Maimuta” (in rumeno gergale significa “scimmia”) era scattata a febbraio 2016, quando durante un’attività di controllo nelle zone di Pieve Modolena e Cella una Volante aveva notato una ragazza rumena appena 18enne in via Fratelli Cervi. Avvicinata, la ragazza non aveva saputo fornire indicazioni sulla sua presenza a bordo strada, né aveva fornito alcuna informazione: pareva terrorizzata.

L’ipotesi avanzata sin da subito dalla questura era che la giovanissima fosse sfruttata da qualcuno. Un sospetto dovuto anche alla reticenza con cui la ragazza si sottraeva a qualunque forma di collaborazione e di aiuto, per paura di ritorsioni. L’indagine della Squadra Mobile aveva permesso di scoprire che la 18enne, appena arrivata in Italia con il figlioletto di tre anni, era ospite della cognata, sorella del compagno rimasto in Romania. Fondamentali le intercettazioni, che avevano consentito di ricostruire la vicenda. La 18enne era “teleguidata”: attraverso un auricolare, durante le prestazioni uno degli sfruttatori le diceva in diretta cosa dovesse fare e cosa dovesse dire ai clienti, anche perché la ragazza, arrivata da poco, conosceva poco l’italiano.

Telefonate intercettate dalla polizia, che partivano da luoghi vicinissimi al punto in cui la ragazza era costretta a prostituirsi, avevano portato all’arresto di due persone rumene: una 26enne e il fidanzato 25enne, Adrian Brajna, entrambi accusati in concorso di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione ai danni della cognata di lei.

Per Brajna era scattata la denuncia anche per favoreggiamento e sfruttamento ai danni della fidanzata, a sua volta secondo quanto emerso nel corso dell’inchiesta solita dedicarsi all’attività di prostituzione, motivo per cui omettiamo il suo nome. La perquisizione in una casa risultata nella disponibilità della coppia aveva fatto saltare fuori i 21mila euro in contanti, nonché una sorta di libro mastro in cui venivano registrate tutte le prestazioni con relativo incasso. (am.p.)

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