I genitori non lo vogliono più in casa, rapinatore 30enne torna in carcere
Poviglio: l'uomo era finito in manette per la rapina in un negozio armato di coltello. Era ai domiciliari ma continuava a essere violento e aggressivo con la famiglia, che è stata costretta alla difficile decisione
POVIGLIO. Arrestato dai carabinieri di Poviglio dopo una rapina messa a segno in un pomeriggio di metà gennaio ai danni di uno store di Poviglio gestito da cittadini cinesi, aveva ottenuto i benefici dei domiciliari nella casa dei genitori. Tuttavia il comportamento del 30enne nei confronti dei familiari - frequenti liti in famiglia, uso smodato alcolici, eccetera - hanno esasperato i genitori al punto da indurli a maturare la sofferta decisione di non voler più il figlio in casa.
Una scelta difficile, presa soprattutto a tutela degli altri figli minori. I genitori l'hanno riferita ai carabinieri, i quali hanno presentato una relazione alla Procura reggiana la quale ha chiesto e ottenuto dal gip del tribunale di Reggio Emilia l’aggravamento della misura dei domiciliari con quella della custodia cautelare in carcere.
Il provvedimento giunto alla caserma dei carabinieri di Poviglio, è stato eseguito dai militari che hanno condotto l’uomo in carcere.
Era il 18 gennaio quando il 30enne era finito in manette. Era entrato in un negozio del paese e si era impossessato di un avvitatore elettrico e di alcuni accessori. Il furto non era sfuggito ai gestori dell’esercizio pubblico che, notato l’uomo superare la cassa senza provvedere al pagamento, lo avevano invitato a restituire quanto indebitamente preso. Il 30enne, vistosi scoperto, nel tentativo di assicurarsi la fuga aveva tirato fuori dalla giacca un coltello a serramanico con il quale aveva minacciato il gestore dello store. Da qui l’allarme al 112.
Grazie al lavoro congiutno di carabinieri e polizia municipale, il bandito era stato preso con ancora addosso la refurtiva e il coltello a serramanico.
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