Il fenomeno si allarga anche alle periferie
Dalla stazione lo smercio di eroina, in mano soprattutto a nigeriani, sta toccando anche le frazioni
REGGIO EMILIA. La compravendita di droga, storicamente concentrata in zona stazione, da qualche tempo si sta diffondendo anche alle frazioni e alle prime periferie della città.
Sintomo senza dubbio dell’esuberanza di alcuni gruppi criminali, che spingono per allargarsi, ma anche di un drammatico aumento della domanda. Perché il mercato della droga è, appunto, un mercato e risponde alle stesse logiche di qualunque altra attività commerciale: l’offerta cresce solo se crescono anche le richieste.
Ma il traffico e lo smercio di sostanze stupefacenti, come dimostrano gli arresti e le indagini delle forze dell’ordine reggiane, è anche molto settoriale e ragiona per etnie. E se per decenni le piazze sono state in mano ai nordafricani, mentre le vendite all’ingrosso erano appannaggio di criminali dell’est Europa, da qualche anno sono saliti alla ribalta i gruppi del centro Africa, in prevalenza nigeriani. La maggioranze dei richiedenti asilo arrestati per spaccio negli ultimi sei mesi dai carabinieri, ad esempio, appartengono proprio a questa nazionalità.
Un business, il loro, che si concentra prevalentemente sull’eroina bianca, conosciuta come “thailandese”: la più pura tra quelle esistenti nel mercato (attorno al 90%), chiamata anche eroina numero 4 perché richiede quattro processi di raffinazione contro i tre di quella base, la “brown sugar”.
Un settore che, a livello investigativo, richiede ancora molti approfondimenti. Soprattutto per capire chi ci sia al vertice della piramide dello spaccio reggiano. (l.g.)
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