Il mondo della cultura piange Gianolio
Tanti i ricordi e gli attestati di stima. A 90 anni continuava a guardare avanti: voleva scrivere un’opera “curiosa” su Za
REGGIO EMILIA. Chi lo conosceva riferisce che Alfredo Gianolio da qualche tempo si poneva il problema della morte e dell'aldilà. Le sue cospicue energie intellettuali continuavano però ad essere protese verso l'aldiquà. Non gli bastava avere appena terminato la parte del Novecento del libro “Il talento delle artiste reggiane dal Cinquecento ad oggi”, di cui Rossana Maseroli ha scritto i capitoli relativi ai secoli fino al Settecento e Renzo Barazzoni quelli dell'Ottocento. «Aveva in mente – riferisce Rossana Maseroli – di scrivere un'opera curiosa su Cesare Zavattini. Ero amica di Gianolio dagli anni Sessanta. Dodici anni fa concepimmo l'idea di una storia delle pittrici e scultrici reggiane. La iniziammo, ma Gianolio fu preso da altri impegni, mentre Barazzoni completò sostanzialmente la sua parte prima di morire, tre anni fa. Due anni or sono decidemmo di portare a termine il libro. Ci saremmo dovuti trovare sabato prossimo per stampare le bozze».
L'ammirazione nei suoi confronti era sterminata: «Gianolio – assicura Rossana Maseroli – era uno degli uomini più intelligenti, buoni e liberi che abbia conosciuto. Con quella sua vocina sottile diceva cose grosse e pesanti. Quando avevamo bisogno di lui come avvocato non si sottraeva e non pretendeva una lira. Diceva: mi darete quello che volete e potete dare».
Negli ultimi tempi Gianolio riceveva spesso le visite di Alessandro Carri, senatore del Pci, e di Vanni Orlandini, ex-funzionario del partito comunista e segretario di Istoreco. «La nostra amicizia – ricorda Orlandini – risale agli anni Sessanta. Politicamente eravamo in perfetta sintonia fino allo scioglimento del Pci, quando lui aderì a Rifondazione comunista. Ci affascinava per la sapienza, la cultura e la meravigliosa modestia con cui si proponeva. Apparteneva alla cerchia degli intellettuali comunisti, insieme a Nanni Scolari, Achille Incerti e Vittorio Cavicchioni. Aveva un grande ascendente sui pittori, piuttosto individualisti e litigiosi. Con la sua cultura riusciva a farsi ascoltare e a farli tacere. Aveva un rapporto speciale con Nello Leonardi, anche lui approdato a Rifondazione senza essere settario».
Risale al 1989 l'inizio della sua collaborazione con Remo Delmonte, che in quell'anno fondò il Centro di poesia cultura e arte gestito a Montecavolo dal circolo Arci Medardo Rosso. «Gianolio – riferisce Delmonte – aveva un'estrema disponibilità, un'apertura mentale e un bagaglio di cultura enorme. All'impegno politico univa una straordinaria sensibilità nei confronti delle diverse correnti artistiche, dai naif all'informale e all'astrattismo. Ha presentato buona parte delle nostre mostre. Ha collaborato con la nostra casa editrice e con la rivista Dea Cagna. Ci siamo sdebitati alcuni anni fa finanziando il documentario girato da Nicola Nannavecchia, in cui Gianolio compie un percorso ideale con gli artisti reggiani». Lapidario l'apprezzamento di Sandro Parmiggiani, critico d'arte: «Gianolio univa all'acume intellettuale e alla cultura il candore con cui i bambini vanno alla ricerca del mondo». L'avvocato Primo Francescotti ricorda Gianolio come un amico e collega, sottolineando la sua formazione sostanziata da «solide basi giuridiche». Riferisce di avere molto apprezzato il documentario di Nannavecchia, di essersi congratulato con lui e di averne ricevuto questa risposta: «In questo lavoretto la mia professione di avvocato non mi è stata di impedimento, ma anzi di stimolo. Era la professione quale si esercitava ai miei tempi. Non essendo frantumata in tante specializzazioni, come attualmente, consentiva una visione complessiva dei problemi umani e la conoscenza di varie tipologie nelle quali la poesia a volte non è estranea». Fra le tante manifestazioni di cordoglio si segnalano quelle della federazione provinciale e del circolo Reggio 4 del Pd, al cui congresso Gianolio aveva partecipato come tesserato nello scorso mese d'ottobre «con grande energia». Un saluto affettuoso gli è rivolto dall'Arci provinciale, che lo ricorda come «una figura di riferimento per il nostro lavoro». Il comune di Casalgrande sottolinea le iniziative a cui aveva collaborato, in particolare la celebrazione, lo scorso 18 novembre, dell'artista casalgrandese Luigi Ferretti e l'inaugurazione della mostra dedicata al pittore contadino Bruno Rovesti. Caterina Coluccio, docente all'accademia di Belle Arti di Bologna parla di Gianolio come di «un bell'esempio di vero intellettuale, curioso esploratore della conoscenza».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
