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Reggio Emilia, il logo di Palazzo Magnani? Nuovo ma non troppo...

di Chiara Cabassa
Reggio Emilia, il logo di Palazzo Magnani? Nuovo ma non troppo...

A cento metri dalla sede della Fondazione se ne trova uno molto simile È in via della Racchetta e da due anni svetta davanti a un atelier di moda 

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REGGIO EMILIA. La “nuova identità visiva”, presentata pochi giorni fa, della Fondazione Palazzo Magnani in Corso Garibaldi è a dir poco simile alla “identità visiva” dell’Atelier di via della Racchetta. Cento metri di distanza ed è solo una questione di prospettiva se i due loghi non si specchiano uno nell’altro. A segnalarci “lo strano caso” un lettore che ci ha inviato diligentemente via mail le fotografie dei due loghi. Vuoi non farci un salto?

Siamo andati in via della Racchetta e non è stato difficile imbattersi, al numero civico 1, nel mega logo oro su sfondo bronzo che svetta sull’edificio che ospita l’Atelier di Francesca Marchisio. Una splendida sorpresa, va detto, per chi ne ignorava l’esistenza. Uno scorcio di internazionalità in pieno centro storico a Reggio Emilia. Una fucina di creatività firmata da una giovane designer di moda conosciuta soprattutto per il suo brand Sacaporter e per le capsule di MooRER: lei è Francesca Marchisio che, originaria di Cuneo, dopo avere vinto prestigiosi premi e avere avuto importanti riconoscimenti ha scelto la nostra città per vivere, creare, progettare.

Suoniamo il campanello e Francesca ci viene ad aprire. L’occhio si posa inevitabilmente sugli stand carichi di sogni travestiti da splendidi piumini, cappotti, mantelle... ma torniamo a noi, non siamo qui per fare shopping. Non ora. Mostriamo a Francesca Marchisio la fotografia con il logo della Fondazione Palazzo Magnani. La prende in mano, mi guarda, sorride, cerca di capire. No, il nuovo logo di Palazzo Magnani non lo aveva ancora visto («sono sempre chiusa qui dentro») ma conosce bene il suo di marchi, nato nel 2014 ed esposto in via della Racchetta da due anni. «In effetti – dice più divertita che infastidita – è piuttosto simile».

Il nostro lettore, insieme alle fotografie, ci aveva inviato alcune brevi considerazioni tra cui, riferendosi ai 10mila euro costati per il logo della Fondazione Palazzo Magnani realizzato da uno Studio di Venezia, «a mio modesto avviso la direzione di Palazzo Magnani avrebbe trovato tanti giovani grafici desiderosi di lavorare e cimentarsi nello sviluppo delle “nuova identità visiva” della Fondazione. E probabilmente, essendo di Reggio, avrebbero evitato di proporre un logo molto simile a quello che è possibile vedere in via della Racchetta a pochi passi da palazzo Magnani...». Già, ma quanto è costato a Francesca Marchisio il logo e, soprattutto, da chi è stato ideato? «In realtà – ci racconta – l’abbiamo creato io e mio marito Francesco Quaranta, ingegnere, che si occupa di marketing alla Ttm Seven Tower. Quanto abbiamo speso? In tutto... non più di un millino».

E il significato del logo?

«Prima – spiega Francesca – il logo era il mio nome e cognome “francescamarchisio” dove la prima gamba della M diventava una F. Ecco il senso è quello: volevo dare l’idea della trasformazione, della reversibilità (che è anche una delle caratteristiche dei miei capi) della possibilità per un oggetto di avere più di una vita, del gioco fra effimero e imperituro». E il logo della Fondazione Palazzo Magnani? «Nel monogramma – era stato spiegato – compaiono gli elementi architettonici del territorio, archi e volte dei palazzi storici cittadini fino al segno netto dei ponti di Calatrava». Punto e a capo. O meglio, punti di vista.


 

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