Reggio Emilia, sempre più aziende guidate da stranieri
Il tasso di crescita ha raggiunto nel 2017 il 3,4% mentre sono calate dello 0,8% le imprese condotte da cittadini italiani
REGGIO EMILIA. Siamo quinti in Italia, e primi in regione, per numero di imprese guidate da cittadini stranieri. Su un totale di 55.042 aziende attive, infatti, il 14,5% è condotto da imprenditori non di origine italiana.
L’indicazione è dell’Ufficio studi della Camera di commercio che pone il territorio reggiano nel confronto nazionale (la cui media è del 9,5%) alle spalle solo di Prato (27,9%), Trieste (16%), Firenze (15,8%) e, soltanto di mezzo punto, di Imperia (15%).
Il fenomeno è fra l’altro in continua ascesa e il tasso di crescita ha raggiunto nel 2017 il 3,4% con un divario positivo fra le nuove imprese (899) e quelle che hanno manifestato l’intenzione di non continuare (631), che è di 268 unità.
Alla fine dello scorso anno le aziende nel Reggiano guidate da stranieri è salito infatti da 7.791 a 7.979. Esattamente il contrario di quanto avvenuto fra le imprese condotte da italiani che, nello stesso periodo e sullo stesso territorio, sono calate dello 0,8% passando dalle 47.772 del dicembre 2016 alle 47.063 (- 709 unità) di dicembre 2017.
Va detto, al contrario di quanto si potesse pensare, che la tendenza alla crescita delle imprese gestite da stranieri è diffusa in quasi tutti i settori della economia provinciale e non solo in quelle immediatamente visibili. Il numero più elevato in assoluto (quasi il 50% delle aziende in attività) lo si riscontra nell’ambito delle costruzioni che contano 3.798 unità, lo 0,4% in più in un anno.
Seguono quelle che svolgono attività di commercio che sono diventate 1.191 con un incremento in dodici mesi del 3,7% e quelle del comparto manifatturiero salite da 1.140 a 1.179, vale a dire il 3,4% in più.
Andamento estremamente positivo nelle imprese impegnate in attività di alloggio e ristorazione che sono passate dalle 512 di fine 2016 a 542 (+ 5,9%) di fine 2017 ed anche le altre attività di settore – che costituiscono il 12,4% delle imprese straniere presenti nella nostra provincia – hanno avuto un incremento del 5,2% toccando quota 991 unità trainate dai servizi rivolti alla persona che nel volgere di un solo anno sono cresciute dell’11%: erano 327 sono diventate 363.
Altrettanto visibile l’ascesa delle altre attività di servizio delle persone (come saloni di barbiere e parrucchiere, istituti di bellezza, lavanderie, tintorie e via dicendo) che hanno raggiunto quota 250 unità con un aumento del 4,2%. Vanno aggiunte anche quelle addette alla sanità e assistenza sociale cresciute del 4,2% passando da 39 a 62.
Più lieve, ma sempre in ascesa, risulta essere l’incremento di aziende gestite da stranieri che si occupano di servizi alle imprese che sono arrivate a quota 628 (+2,1%) grazie soprattutto alle attività di noleggio, agenzie di viaggio e supporto per le funzioni di ufficio che in un anno sono diventate 262 (erano 235). Passato al setaccio, infine, anche il settore dell’agricoltura che alla fine 2017 contava 66 imprese condotte da stranieri, esattamente 7 in più in soli dodici mesi.
L’unica seppure lieve flessione di aziende guidate da stranieri è stata infine registrata dall’Ufficio studi della Camera di commercio nei trasporti e nel magazzinaggio dove si è scesi da 130 a 114 unità.
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