Un esposto collettivo sull’alluvione dell’Enza
Lentigione: dall’incontro del comitato la raccolta delle memorie per la procura I sopralluoghi dell’Aipo rassicurano, ma ora si ipotizza uno studio indipendente
BRESCELLO. Lungo l’argine dell’Enza non sussistono situazioni di criticità pesante. Questo l’esito dei sopralluoghi condotti da Aipo, Agenzia di Protezione civile regionale e tecnici del Comune, su invito del “Comitato cittadino alluvione Lentigione”. Questa la notizia principale emersa dall’incontro pubblico di lunedì sera, presieduto dai referenti del comitato stesso e che ha visto la partecipazione di numerosi cittadini. Una affermazione accolta con favore dai residenti, da tempo in attesa di rassicurazioni sullo stato degli argini dell’Enza dopo diverse settimane di incertezza.
Nello specifico i controlli sono avvenuti lungo il tratto che va dal ponte di Sorbolo a Coenzo e avevano come obiettivo l’eventuale individuazione di interventi urgenti. Solo in un punto – nei pressi del metanodotto – è stato riscontrato un importante accumulo di materiale, ma non tale da compromettere il deflusso dell’acqua. Visto il quadro non preoccupante, i lavori – per i quali Aipo chiederà fondi alla Regione – verranno svolti in estate, così come verrà programmato un intervento sulla vegetazione.
Diversi i temi trattati nel corso della serata pubblica, portati all’attenzione dal presidente Edmondo Spaggiari. In primis, la richiesta del Comitato è l’apertura di un “Punto Comune” presso il centro sociale di Lentigione: una richiesta che nasce dalla necessità dei cittadini di avere un luogo di ascolto del Comune che offra un servizio di assistenza alla compilazione della modulistica relativa al bando che la Regione emetterà per i rimborsi generali dei danni ai privati: un punto che offra un servizio di ricezione e protocollazione dei moduli, una volta compilati. Si è pensato, a questo proposito, di indicare per il collocamento di questo ufficio la sede dell’ex ambulatorio medico nel centro sociale di Lentigione (di proprietà comunale), in quanto conosciuto dai residenti e facilmente accessibile, anche dai più anziani o con problemi di mobilità.
Nel corso dell’incontro è stata poi sollevata una problematica che interessa in particolare i contadini e che riguarda lo strato di fango rimasto sui campi nel momento in cui l’acqua fuoriuscita dall’Enza si è ritirata. In particolare, gli agricoltori chiedono lumi su come comportarsi: questo fango può essere rimosso? E se sì, dove può essere buttato? Ma soprattutto: si può iniziare a lavorare la terra o quel fango è dannoso?
Inoltre, con il supporto di un legale, è iniziata la raccolta di testimonianze che verranno poi raccolte e raggruppate in un esposto collettivo di tutti i cittadini che verrà presentato in Procura a Reggio Emilia: ogni residente nei prossimi giorni sarà chiamato a compilare una scheda nella quale racconterà la propria esperienza relativa all’alluvione del 12 dicembre, in modo da avere una ricostruzione la più completa possibile.
Infine, ipotizzata la destinazione dei fondi raccolti a seguito delle varie iniziative benefiche: è al vaglio la possibilità di affidare a un’università uno studio indipendente avente come oggetto la messa in sicurezza del tratto finale dell’Enza.
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