È morta Emanuela, anima dei locali reggiani
Rubiera: aveva 56 anni, ha gestito alcuni fra i bar più conosciuti e frequentati del centro di Reggio
di Andrea Mastrangelo
RUBIERA
Si è spenta ieri mattina in provincia di Mantova – dove da qualche tempo si era trasferita insieme al compagno – Emanuela Morandi, una delle figure storiche nel mondo dei locali reggiani, in particolare del centro di Reggio. Sofferente ormai da anni di una grave malattia alla quale aveva sempre opposto il sorriso e l’ottimismo, è morta dopo essere stata ricoverata in ospedale. Aveva solo 56 anni.
Emanuela Morandi a partire dalla seconda metà degli anni Ottanta era stata la titolare di alcuni fra i bar più frequentati del centro, a cominciare da quell’Emi Bar, sotto l’isolato San Rocco, che aveva voluto battezzare con il proprio soprannome. Alla simpatia che ispirava, e che costituiva il vero valore aggiunto dei locali, aggiungeva una professionalità non comune, al punto che i suoi bar venivano frequentati anche da chi non abitava a o lavorava nelle vicinanze. Si andava al bar dall’Emanuela perché i suoi erano sempre dei luoghi belli e accoglienti.
Dopo l’isolato San Rocco si trasferì per un periodo in via Zamboni a Bologna per poi tornare in città restando sempre in centro. In tanti ricordano ancora l’esperienza vissuta una decina di anni fa, quando prese la gestione del bar vicino ai teatri dove dietro al bancone portò anche il fratello minore Massimo, da sempre il centro dei suoi affetti.
Nei locali gestiti da Emanuela Morandi c’era un argomento in ogni momento all’ordine del giorno: il calcio. In questo aveva seguito la passione di famiglia, visto che il padre Romano (venuto a mancare alcuni anni fa) era stato un personaggio di spicco fra le società dilettantistiche, a cominciare da quelle del comune di Rubiera. Ma Emanuela Morandi sognava in grande e lei, tifosa milanista, si trovò a vivere in prima persona l’epopea rossonera nel momento del suo massimo splendore. Un anno – era il 1989, Arrigo Sacchi in panchina – chiuse per una settimana il bar e salì sull’aereo insieme al Milan per andare a Tokyo e seguire i suoi eroi nella finale di Coppa Intercontinentale contro il Medellin. Una fatica terribile, una gioia enorme il poter tornare portando a casa una Coppa che si era meritata anche lei.
Negli ultimi anni le sue condizioni di salute si erano andate aggravando, rendendo impossibile proseguire in un lavoro tanto faticoso qual è quello di chi gestisce un locale pubblico. Non per questo aveva mai perso la voglia di vivere, facendo lei coraggio a quelli che la vedevano soffrire. Ora lascia il fratello e la mamma Mirella, anche lei conosciuta commerciante del centro di Rubiera, dove a lungo ha gestito una merceria.
Il funerale di Emanuela Morandi si terrà domani, venerdì, alle 14.30 nella chiesa parrocchiale di Rubiera.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google