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La più grande amica? Suor Maria

La più grande amica? Suor Maria

Ieri ai funerali: «Spesso Gianolio scherzava sulla possibilità di andare in Paradiso» 

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REGGIO EMILIA. L’amicizia più singolare e inaspettata il laicissimo Alfredo Gianolio l’aveva allacciata con una giovane suora, conosciuta prima che entrasse in un monastero di clausura. Maria D’Albo ne ha dato testimonianza durante le esequie, suscitando una certa sorpresa: «Ci conoscemmo – ha raccontato la religiosa – dopo che mi ero laureata in giurisprudenza. Avevo pubblicato un libro di poesie. Lui aveva partecipato alla presentazione e mi accettò a fare pratica professionale nel suo studio. È stato per me un grande amico e la nostra amicizia è continuata anche dopo che ho preso i voti. Gli sono molto grata per ciò che mi ha donato e lo affido alla bontà del Signore».

Nel libro sulle pittrici e scultrici reggiane appena terminato Gianolio stesso menziona la suora, alla quale aveva fatto visita anche nel monastero dove Maria D’Albo era entrata nel 1988: «Maria – scrive – fece pratica legale nel mio studio benché fossi un rosso. Fu una pratica di breve durata perché transitò presto al monastero ove intensificò la sua dedizione, oltre che alla preghiera, alla ricerca storica, alla poesia ed alla musica. Suor Maria ama anche dipingere, iniziando a rappresentare fiori sin da bambina».

La religiosa ha contribuito ad accendere in Gianolio, negli ultimi anni, un certo interesse per le questioni spirituali. «Ogni sabato – riferisce – ci trovavamo con Nadia Rosati per informatizzare le pagine del libro sulle artiste reggiane. Gianolio parlava anche di religione e scherzava sulla sua possibilità di andare in Paradiso. In fondo era un filosofo e si ispirava alla città stato di Platone quando sognava una struttura sociale perfetta simile a una società di formiche, nella quale una sola comanda con il consenso di tutte». Sono intervenuti per commemorarlo, inoltre, Maria Rosaria Valenti, l’avvocato Flavio Gualtieri, Marzio Dall'Acqua e Bruna Magnani. Un ricordo affettuoso di Gianolio viene da Maria Antonietta Veronesi, che riferisce di averlo visto due giorni prima della morte. Dalla stretta prolungata della mano intuì che lui aveva una premonizione della fine ormai vicina.

Al corteo funebre hanno partecipato molti esponenti della cultura e della politica reggiana, dagli onorevoli Maino Marchi ed Antonio Bernardi a Mario Paolo Guidetti dell’associazione regionale della stampa. (l.s.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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