Casalgrande, gioielliera picchiata e rapinata da due banditi
Colpita violentemente al volto, la donna è finita in ospedale. I due malviventi sono scappati a bordo di una Opel Meriva
CASALGRANDE. Stava riponendo in cassaforte gioielli e ori prima di andare a casa, come ogni giorno da 33 anni a questa parte, quando due persone sono entrate nella sua oreficeria brandendo una pistola. Avevano il volto scoperto, ma questo non ha impedito loro di sfogarsi con violenza su Emanuela Canovi: l’hanno colpita ripetutamente alla testa.
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La rapina è avvenuta ieri sera intorno alle 19. Emanuela Canovi stava chiudendo la sua oreficeria nella centralissima via Aldo Moro 3, poco distante dal teatro De André, quando i due banditi sono entrati. E lì è iniziato l’incubo.
A volto scoperto, puntandole addosso una pistola (probabilmente un’arma giocattolo, poi abbandonata sul posto), i due hanno iniziato a urlare, pretendendo il contenuto della cassaforte. Emanuela Canovi, che era sola in negozio, ha reagito cercando di difendere il frutto del lavoro quotidiano, sperando forse che qualcuno capisse cosa stava succedendo ed entrasse ad aiutarla.
I due rapinatori, a quel punto, si sono scagliati su di lei, colpendola al volto più e più volte, con violenza. Quando sono stati liberi di agire hanno svuotato la cassaforte, poi sono scappati a bordo di una Opel Meriva.
Solo allora, spaventata e ferita, consapevole di aver rischiato la vita, Emanuela Canovi ha dato l’allarme. Dopo aver raccontato l’accaduto ai carabinieri di Casalgrande, che hanno immediatamente dato inizio a una caccia all’uomo, la gioielliera è stata portata al pronto soccorso in ambulanza ed è stata sottoposta ad accertamenti. Assieme a lei, altrettanto spaventata, la figlia Debora Morini, che al momento della rapina non era in negozio.
Emanuela Morini ha aperto l’attività nel 1985, prima a Scandiano e poi a Casalgrande.
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