Il sogno del posto fisso attira duemila persone
In palio 32 assunzioni come collaboratore scolastico: mille euro di paga Code fin dalle 6, Protezione civile in azione e apertura delle porte anticipata
REGGIO EMILIA. Duemila persone sono confluite ieri al Palabigi per il concorsone. Una massa impressionante di uomini, donne, giovani e anziani, disoccupati o occupati in modo saltuario, alla ricerca dell’ormai fantomatico “posto fisso”, anche a mille euro al mese (lo stipendio massimo dei più fortunati a tempo pieno, che saranno 16).
Riflettori puntati sulla nostra città a causa del bando per l’assunzione a tempo indeterminato, tra full time e part-time, di 32 collaboratori dei servizi scolastici (addetti alla cucina e alle pulizie, si parla di bidelli dalle elementari in su) indetto dall’Istituzione Scuole e Nidi d’Infanzia del Comune di Reggio Emilia. Era dagli anni ’90 che un’amministrazione pubblica non metteva in palio un numero così consistente di assunzioni fisse in un’unica soluzione.
I candidati sono arrivati con il buio, sapendo che dopo le 12 le porte sarebbero state chiuse, anche se le domande sarebbero state evase fino a sera. Il lungo serpentone degli aspiranti in attesa ha iniziato a formarsi alle 6 del mattino e ha raggiunto il suo culmine alle 7, quando la calca tra le transenne si è fatta più compatta e sono entrati in azione alcuni volontari della Protezione civile per distribuire bottigliette d’acqua e bevande calde. La scelta dell’organizzazione di aprire le porte già alle 7.30 anziché alle 9, e il via libera per tranche di 100 persone per volta, ha limitato parecchio i disagi. E l’accesso non ha presentato particolari problemi, anche grazie alla presenza massiccia di polizia municipale (che fin dall’una di notte aveva chiuso via Guasco e via dei Servi procedendo alla rimozione delle auto), a polizia e carabinieri, a guardie giurate e agli 89 addetti dei Centri per l’Impiego, chiusi per un giorno.
«Abbiamo deciso di anticipare l’ingresso per non lasciare la gente al freddo – ha spiegato Barbara Celati, dirigente dell’Agenzia regionale del lavoro di Reggio – La macchina organizzativa ha funzionato bene e l’afflusso è stato ordinato. Ci aspettavamo tremila aspiranti, vista la fame di lavoro».
Una volta entrati al Palabigi, i candidati hanno ricevuto un numero di accesso e un fac simile del modulo da compilare, per poterlo “studiare” mentre attendevano seduti in tribuna. Una tribuna variegata: non sono mancate le famiglie che si sono portati dietro i bambini.
Man mano che i numeri scorrevano, i candidati hanno potuto arrivare a uno dei numerosi tavoli che ricoprivano il campo da gioco, per compilare un unico foglio e indicare le proposte di interesse – la stragrande maggioranza dei presenti ha sbarrato tutte e tre le posizioni, in pochi hanno snobbato part-time –, scrivere i propri dati anagrafici, dichiarare l’attuale stato di occupazione/disoccupazione, l’iscrizione al Centro per l’Impiego e i dati Isee.
Tuttavia l’adunata oceanica, proveniente pure dal sud, che l’organizzazione temeva (il palazzetto può contenere 4mila posti) non si è verificata.
Colpa, secondo quanto hanno dichiarato i candidati, di “paletti” del bando troppo stringenti. La giornata di ieri infatti era una sorta di prima scrematura, per formare una graduatoria provvisoria che darà diritto, dopo 20 giorni dalla pubblicazione del risultato, a partecipare alla selezione vera e propria (colloquio o prova pratica) presso l’Istituzione.
La preselezione risponde ad alcuni parametri che in automatico garantiscono dei punteggi: ad esempio per gli over 50enni 5 punti, per i disoccupati 6 punti, l’Isee bassa o l’invalidità altri punti.
Senza contare l’incognita dei posti riservati alle forze armate: 12 posti che, almeno sulla carta, riducono i 32 ingaggi ad una ventina.
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